Pd, rogne sul tavolo. I casi Torre e Stabia finiscono nel mirino

Pd, rogne sul tavolo. I casi Torre e Stabia finiscono nel mirino

Nominato nei giorni scorsi dalla segreteria provinciale Pd responsabile degli Enti locali Sud, Luigi Luciani, che è anche consigliere comunale di Ercolano, da ieri ha dato il via alle consultazioni con gli esponenti Pd del territorio. Sul tavolo le questioni prioritarie sono quelle di Torre del Greco, dove il partito democratico non ha nemmeno presentato la lista per le amministrative e di Castellammare, con una giunta Pd sfiduciata e che ora va al voto con una lista incompleta. In calendario i primi faccia a faccia sono quelli con il commissario dimissionario di Torre del Greco, Massimo Meo, con il consigliere regionale Pd,

Loredana Raia e con la consigliera uscente, candidata anche alle Politiche, Clelia Gorga. “Dopo il confronto – spiega Luciani – entro questa settimana decideremo se commissariare a Torre del Greco, se convergere su un sindaco e dare indicazioni di voto o lasciare libertà agli elettori. Su Castellammare poi c’è un lavoro forte da fare per la campagna elettorale dopo quanto accaduto e con una lista che c’è anche se incompleta”. Eppure tutto fa pensare che il partito non sia proprio in campo per giocare la partita nei Comuni al voto. “Ci vorrà tempo per ripartire – aggiunge Luciani – ma di certo non possiamo farlo se non diamo un’immagine quanto più unita possibile del Pd, se non siamo sui territori e se non torniamo a parlare e coinvolgere la società civile e i giovani”. Intanto proprio di queste ore la dura critica della segretaria provinciale dei giovani democratici, Ilaria Esposito sulla prima riunione della segreteria dopo la nomina dei componenti che ha definito “giorno della prigionia”. “Nessuna linea politica su niente – ha commentato –. Ho posto il problema sulla metà del partito ancora rimasto fuori, mi è stato risposto dal segretario provinciale Massimo Costa che si aspettano i nomi. Sulle criticità dei Comuni al voto invece che è stato delegato tutto ai responsabili degli Enti locali appena nominati, mentre sul posizionamento del partito in Città metropolitana, non è stata ancora convocata la direzione. Il fatto che l’ultima assembla si è tenuta il 19 dicembre, infine, sembra non costituire un problema per nessuno”.

Il caso Torre del Greco

A Torre del Greco lo scorso 12 maggio si consuma il dramma del Pd: dopo che per mesi il partito più importante del centrosinistra non riesce a trovare la quadra sul nome da candidare a sindaco, si prova l’alleanza con Giovanni Palomba, ex Dc, ex Fi e a capo di un esercito di civiche. Sembra tutto fatto, nonostante il braccio di ferro tra l’area casilliana e quella della consigliera regionale Loredana Raia. Ma il sabato, ultimo giorno utile, per la presentazione delle liste il pd non le presenta ed è clamorosamente fuori. Per questa vicenda il segretario cittadino Massimo Meo si dimette.

Il caso Castellammare.

A Castellammare invece, la guerra interna tra i seguaci dell’ex sindaco Pannullo e quelli del segretario cittadino Corrado, arriva a uno scontro furioso la notte prima della presentazione delle liste. Corrado ritira i suoi uomini dalla lista. Il pd presenta un elenco di 19 candidati in luogo di 24. E’ la seconda figuraccia in poche ore per i Democrat.

Esplode la polemica che coinvolge il capogruppo Pd Casillo. Che il giorno dopo scrive una nota durissima in cui si difende ed attacca .


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