Un film sull’inferno dei migranti. Così “Caina” affonda il razzismo

Un film sull’inferno dei migranti. Così “Caina” affonda il razzismo

Castellammare – Una killer professionista assoldata dallo Stato per trovare i cadaveri degli immigrati annegati nel Mediterraneo e farli sparire, sciogliendoli nel cemento. E’ la trama di “Caina”, film del regista Stefano Amatucci prodotto da Movieland, la società fondata nel 2015 dall’imprenditore stabiese Salvatore Suarato.Un film cruento che tratta uno dei temi al centro del dibattito politico di questi giorni. La necessità di regolamentare l’accoglienza e la volontà del nuovo governo Lega-M5S di rimpatriare migliaia di extracomunitari che sta dividendo l’opinione pubblica ha scatenato reazioni contrastanti tra chi vorrebbe maggiore solidarietà e chi invece associa il fenomeno dell’immigrazione al problema della sicurezza.Il film “Caina” – stasera è prevista la prima in Campania al Multicinema Modernissimo di Napoli, domani sarà proiettato allo Stabia Hall di Castellammare di Stabia e giovedì 7 al cinema San Demetrio di Salerno – ha come obiettivo proprio quello di invitare tutti a una seria riflessione sul tema dell’immigrazione.«L’idea del film – racconta Stefano Amatucci – nacque nel 2009, la sceneggiatura nel 2010. Una notizia di cronaca mi colpì molto: la preoccupazione di un sindaco per gli sbarchi che avrebbero rovinato la stagione estiva. Nessuna percezione della tragedia umana. All’epoca, l’immigrazione non era un argomento che interessava particolarmente all’opinione pubblica e ai media. Io cominciai ad approfondirlo e in breve tempo mi si è aperto un mondo: l’Italia e l’Europa erano sedute su un serbatoio esplosivo e non bisognava essere particolarmente geniali per intuirlo». L’ispirazione arriva anche da un libro: «Lessi Caina di Davide Morganti, mi folgorò soprattutto la protagonista del romanzo: la vedevo esistere realmente, intorno a me, per strada, nei negozi, in tv, suisocial – dice Amatucci – Caina, purtroppo, esisteva ed esiste, eccome se esiste!Probabilmente sentivo in cuor mio l’esigenza potente, dopo anni di televisione e di televisione commerciale, di dedicare uno spazio della mia vita e della mia creatività ad una riflessione profonda e radicale, senza preconcettiné timori. Con Morganti abbiamo quindi scritto uno spin-off ispirandoci alla sua protagonista: facendole vivere una storia, si tragica, ma calata in una realtà distopica visionaria, allucinata. Una storia che racchiude le angosce dell’uomo comune e la sua ordinaria follia. L’emigrazione, il razzismo e la xenofobia sono diventati una delle malattie, del nostro tempo. Tempo in cui, si stanno rialzando frontiere ancora più invalicabili e incomunicabili».Un progetto nel quale ha creduto fin dal primo momento l’imprenditore stabiese Salvatore Suarato, che ha deciso di produrre un film che dopo i successi ottenuti in Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Spagna, punta a conquistare anche il pubblico italiano.“Caina” ha vinto il premio “Paris Lift-Off Festival 2017” come Best Feature Film, la nomination tra i 5 migliori film nel “Global Lift-off Festival” di Londra 2018 ed è l’unica pellicola italiana che viaggerà in sei diversi paesi dell’Unione Europea per promuoverne la visibilità e l’accessibilità, con il sostegno dell’agenzia Creative Europe.Una risposta forte al razzismo e alla xenofobia che parte da Napoli e da Castellammare di Stabia.


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