Bonisoli parte da Pompei, piu’ soldi a cultura e lavoro 

Bonisoli parte da Pompei, piu’ soldi a cultura e lavoro 

Pompei  – Sceglie Pompei perche’ si “vuole dare importanza visiva alle priorita’ che avremo durante questa legislatura, come l’attenzione al patrimonio: Pompei e’ una delle gemme, dei simboli di questo patrimonio”. Dice che la rotta cambiera’ e che “saranno spesi piu’ soldi per tutto l’ambito culturale”. E mette in chiaro che non e’ un suo obiettivo “fare profitto con la cultura”. L’obiettivo, piuttosto, e’ “creare lavoro con la cultura”. E annuncia “assunzioni a tempo indeterminato, tante assunzioni”. Debutta cosi’, nella citta’ antica di Pompei, il neo ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli. Debutta con un impegno, andare “nelle prossime settimane nelle regioni vittime del terremoto”. E quindi Marche, Abruzzo, Lazio, Umbria “per visitare questi siti che necessitano di un pochino di attenzione in piu’ e cura particolare in questo momento che per loro e’ cosi’ complicato”. E ad una settimana dalla proclamazione, il primo segnale lo vuole riservare ai lavoratori della cultura, “ai miei colleghi, perche’ io sono ministro ma mi sento innanzitutto un lavoratore della cultura”. Stringe mani, Bonisoli. Con chi lo segue nella sua visita ai nuovi scavi della Regio V non si sottrae a selfie e all’ascolto di progetti e problemi. Si informa, il neo ministro. Ammira cio’ che da quegli ultimi scavi della Regio V e’ venuto fuori: il prezioso candelabro del 79 d.C, le tre iscrizioni elettorali, gli ultimi affreschi nella Domus dei delfini. Al direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, chiede di alzare il livello di ambizione e di raccontare sempre di piu’ e sempre meglio il patrimonio Pompei. Poi anticipa quelli che saranno i principi fondanti della sua linea operativa. “Per il gran rispetto che ho del Parlamento le linee le raccontero’ anzitutto alle commissioni parlamentari. Ma quello che so e’ che il mondo dei beni e delle attivita’ culturali ha bisogno di piu’ soldi. In passato si aveva bisogno di trovare risorse, sono state fatte economie. Noi vogliamo invertire questa tendenza, noi spenderemo di piu’ in tutto l’ambito culturale”. Poi ci sara’ la “pianificazione e il controllo”. “La spesa funziona meglio se la si pianifica – ha spiegato – se ogni tanto si va a vedere se sta portando del frutto, altrimenti si cambia”. E poi ancora “l’ascolto”. “Sono state fatte delle riforme, c’e’ del buono, mentre alcune hanno bisogno di una manutenzione. Quello che pero’ vorrei fare e’ capire come determinare questi cambiamenti e lo vorrei fare ascoltando. Quando una riforma e’ fatta dall’alto e’ piu’ veloce da approvare ma c’e’ piu’ fatica ad applicarle”. Parla anche di chi la preceduto, Dario Franceschini, “un gran signore, un modo che mi piace di far politica”. Poi e’ sul lavoro che torna: “Cerco delle competenze, dei ragazzi, delle ragazze, dei professionisti che sappiano fare un mestiere, che lo facciano sul territorio. Un lavoro che deve essere strutturato nel modo giusto. Ecco perche’ voglio fare assunzioni, tante assunzioni per tutte quelle persone che sanno fare bene il proprio lavoro”.


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