X1 Lite, un entry level elegante ma poco performante

X1 Lite, un entry level elegante ma poco performante

Si propone di essere uno smartphone alla portata di tutti grazie ad un prezzo di listino di appena 129 euro

Neffos è il marchio creato nel 2015 da TP-Link, leader mondiale nel settore dei prodotti per il networking, per entrare nel mercato degli smartphone. Sfruttando il notevole bagaglio di competenze maturato nell’industria della comunicazione in oltre 20 anni, la mission è quella di sviluppare dispositivi che uniscano tecnologia avanzata, estrema maneggevolezza e eleganza del design. Esemplificazione di questa filosofia è l’X1 Lite, l’ultimo nato della Serie X, che si propone di essere uno smartphone alla portata di tutti grazie ad un prezzo di listino di appena 129 euro.

Nella elegante confezione di vendita, in cartone bianco lucido con scritte in oro, oltre il telefono, trovano posto il caricabatteria, il cavo USB-microUSB, un piccolo spillo utilizzato per l’espulsione del vassoio laterale per le schede SIM, una pellicola protettiva da applicare sullo schermo, la guida rapida e la garanzia.

X1 Lite, un entry level elegante ma poco performante

L‘X1 Lite è un dispositivo a basso costo, tuttavia, può essere facilmente scambiato per un dispositivo di fascia media. È, infatti, caratterizzato da un’ottima qualità costruttiva, assemblato rispettando severe procedure di controllo qualità e sottoposto a rigorosi test in ogni fase della produzione, che ne assicurano resistenza e affidabilità.

Forme arrotondate e assoluta assenza di spigoli per la scocca unibody, realizzata in resistente policarbonato dalla piacevole sensazione al tatto. Rispetto agli attuali standard, ha dimensioni (142.6×71.2x 8.5 mm) e peso (138 g) contenuti, tali da assicurare un’impugnatura ergonomica ed una comoda usabilità con una sola mano anche se piccola.

X1 Lite, un entry level elegante ma poco performante

Sulla faccia anteriore, protetto da un vetro di tipo 2.5D con bordi curvi, lo schermo con una cornice, non sottilissima, di colore nero o bianco, a seconda della colorazione, grigio o oro, dello chassis. Al di sopra dello schremo, la capsula auricolare, la fotocamera frontale, i sensori di luminosità e prossimità e un piccolo LED multicolore per le notifiche. Sotto tre pulsanti soft touch, purtroppo non retroilluminati, per le tre funzioni Android (Applicazioni recenti, Home, Indietro).

Lungo il bordo laterale, in alto, il jack audio da 3,5 mm; a sinistra, il cassettino estraibile che contiene 2 SIM telefoniche in formato nano o, in alternativa, una SIM e una memoria MicroSD (fino a 128 GB); a destra, il tasto on/off ed il bilanciere del volume; in basso, al centro, la porta alimentazione/dati microUSB 2.0, affiancata dalle griglie per il microfono e l’altoparlante di sistema. Quest’ultimo ha una potenza non elevata, pochi bassi e tende a distorcere quando il volume è al massimo.

Sulla faccia posteriore, caratterizzata da doppia curvatura, al centro, partendo dal basso, troviamo il logo Neffos, il sensore di impronte digitali, che garantisce uno sblocco immediato, il doppio flash LED e l’obiettivo della fotocamera principale.

Il display da 5’’, con risoluzione HD (1280 × 720) e densità 294 PPI, è un IPS con un buon contrasto, colori vividi, e alti livelli di luminosità, che lo rendono leggibile anche all’aperto, sotto la luce diretta del sole. Un multitouch (fino a 10 dita) capacitivo che può essere utilizzato anche con i guanti e supporta la funzione “wake up” che con un doppio click attiva lo schermo senza dover premere il pulsante di accensione.

X1 Lite, un entry level elegante ma poco performante

Neffos X1 Lite è dotato di un processore octa-core MediaTek MT6750 (4*Cortex-A53 1.5GHz + 4*Cortex-A53 1.0GHz), supportato da una GPU Mali T860 MP2 e da 2GB RAM. È evidente che, considerato il prezzo di questo terminale, non si può certo pretendere di più per la dotazione hardware, che, comunque, è bene precisarlo, riesce a garantire prestazioni soddisfacenti nelle attività quotidiane base, come navigare nel web, chattare, leggere la posta o controllare i social network preferiti. Come verificato nel corso del nostro test, il sistema operativo e l’interfaccia utente non subiscono ritardi e le app vengono avviate in un lasso di tempo accettabile. Evidenti limiti emergono però se si spinge sul multitasking o si tenta di giocare con i più recenti titoli 3D.

L‘X1 Lite è un dual SIM dual standby, tramite impostazioni è possibile scegliere la SIM predefinita per dati, chiamate e messaggi. Buona la qualità delle chiamate telefoniche, grazie ad una discreta ricezione del segnale di rete unita a microfoni efficienti. La connettività è assicurata da 4G LTE (fino a 150Mbps DL / 50Mbps UL), Wi-Fi 802.11a/b/g/n dual band (2.4GHz e 5GHz) e Bluetooth 4.1.  Per la navigazione turn-by-turn, sono supportati GPS/A-GPS, GLONASS. Presente anche la radio FM con RDS.

X1 Lite, un entry level elegante ma poco performante

La fotocamera posteriore ha un sensore da 13 MP con obiettivo f/2.0 e sistema autofocus a rilevamento di fase, che, sulla carta, dovrebbe mettere a fuoco i soggetti inquadrati in 0,2 secondi. Le foto sono discrete in condizioni favorevoli di luce ma quando l’illuminazione è scarsa tendono ad avere molto rumore. Ottimi i selfie che si ottengono utilizzando la fotocamera frontale da 5 MP con obiettivo grandangolo di 84°, supportato dal “beauty mode” e dal comando di scatto tramite Finger Print. È possibile registrare video con una risoluzione massima Full HD, che risentono però dell’assenza di uno stabilizzatore.

Durante le nostre prove, facendone un intenso utilizzo, la batteria integrata da 2550 mAh ci ha sempre consentito di arrivare, senza alcun problema, a fine giornata.

X1 Lite, un entry level elegante ma poco performante

Sull’ X1 Lite è installata la versione 7.0 Nougat di Android, con interfaccia utente proprietaria NFUI, che consente una fruizione dei contenuti fluida e naturale, offre, attraverso l’app Temi, molteplici possibilità di personalizzazione grafica, ma è priva dell’app drawer. Poche le app preinstallate, oltre quelle base Google.

Gennaro Annunziata


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