Ciro Formisano

Castellammare: lite per un parcheggio. Otto anni allo sfregiatore

Castellammare: lite per un parcheggio. Otto anni allo sfregiatore

Ciro Formisano

Castellammare di Stabia – E’ finito a processo con l’accusa di aver sfregiato al volto, con un taglierino, un cuoco di 39 anni. Tutto per una banale lite legata al parcheggio del motorino. Un raptus di follia che è costato una condanna a 8 anni di carcere, in primo grado, per Luigi Cascone, 27enne di Castellammare di Stabia. A firmare il verdetto, nel primo atto del processo che si svolge con rito abbreviato, è stato il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Torre Annunziata. Una condanna pesante per Cascone, finito in carcere con l’accusa di lesioni aggravate. In seguito al raid armato all’interno di una scuola di Castellammare di Stabia la vittima ha riportato una profonda ferita al volto ricucita con 60 punti di sutura.Le accuseIl verdetto del gup rappresenta il primo capitolo dell’inchiesta lampo nata dal folle raid armato messo a segno il 4 dicembre del 2017. La vittima si trova in via D’Annunzio, nei pressi dell’istituto “Sturzo” di Castellammare di Stabia. E’ stato convocato da alcuni professori di suo figlio. All’ingresso però il cuoco nota uno scooter di grossa cilindrata parcheggiato sul marciapiedi. Un parcheggio “selvaggio” capace di impedire il passaggio pedonale. Ne nasce uno scambio di sguardi tra il 39enne e l’uomo sul motorino, identificato proprio in Cascone. Pochi minuti dopo il 39enne entra nella scuola e viene raggiunto da due persone. E’ qui che il 27enne – secondo le accuse – tira fuori un taglierino e colpisce al volto la vittima prima di scappare. «Uno mi ha trattenuto le mani, l’altra da dietro mi ha tagliato sul volto. Penso con un taglierino perché dopo che mi ha colpito ho sentito uno scatto», il racconto della vittima agli inquirenti. Dalla denuncia scatta l’inchiestalampo costruita anche attorno alle immagini di videosorveglianza della scuola. Le forze dell’ordinestringono il cerchio attorno ai presunti aggressori e finiscono in manette due persone. Il primo è Cascone, il secondo si chiama Gaetano Savarese, un insospettabile professionista di 39 anni accusato di aver bloccato la vittimamentre il 27enne avrebbe colpito il cuoco con il taglierino.I processiSavarese, anche lui in carcere da oltre 6 mesi, a differenza di Cascone ha scelto di essere giudicato con rito ordinario. Il processo, ricco di colpi di scena, è tutt’ora in corso e si celebra davanti ai giudici della sezione penale del tribunale di Torre Annunziata. Il 39enne ha più volte ribadito la sua assoluta innocenza, portando all’attenzione dei giudici anche alcuni filmati. Secondo la difesa di Savarese, l’imputato conosceva la vittima e si trovava sul posto al momento del raid soltanto perché voleva provare a dividere Cascone e il 39enne. «Gli ho solo stretto la mano non l’ho trattenuto», la giustificazione di Savarese. Parole che verranno valutate dai giudici che – nel corso di questo processo – hanno anche ascoltato il racconto struggente della vittima. «Ho solo fatto notare che la moto era parcheggiata male – il succo della ricostruzione del 39enne – mai avrei immaginato che per una cosa del genere si potesse arrivare a tanto. Ho subito numerose operazioni e per questo taglio al volto ho anche perso il lavoro».


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