Giovanna Salvati

Torre Annunziata. Porto e Sarno, dossier choc: «Si muore 7 anni prima»

Torre Annunziata. Porto e Sarno, dossier choc: «Si muore 7 anni prima»

Giovanna Salvati

Torre Annunziata –  A Torre Annunziata si muore sette anni prima. L’indice di mortalità è più alto nel triangolo dove insiste il fiume killer, il Sarno, l’elettrodotto e il deposito di idrocarburi della Isecold nel porto che in altre zone dell’hinterland vesuviano. A questo si aggiunge l’arenile inquinato e mai bonificato che va dalla Salera fino alle Sette Scogliere. Degrado, abbandono e mancato recupero hanno determinato, nel corso degli ultimi dieci anni una bomba ecologica che silenziosamente miete vittime. E’ quanto spunta fuori dal dossier choc a firma del rappresentante del comitato Gente del Sarno, Orfeo Mazzella e la leader del Comitato per la Salera, Pina Valente. Dieci pagine nelle quali si racconta l’incubo di una città e l’inferno nel quale i cittadini sono costretti a vivere. Mazzella e Valente hanno presentato una lunga relazione alla Regione Campania e alla commissione Ecomafie, e che nelle prossime ore presenteranno anche al ministro all’ambiente Sergio Costa, nella quale, con numeri e immagini alla mano, hanno tracciato la situazione con l’obiettivo di fermare l’istallazione di ulteriori opere che aggraverebbero ancora di più la città.cui, negli ultimi vent’anni, si muore prima rispetto alla media nazionale ed europea. «Si muore mediamente 7 anni prima- dicono – questa sconvolgente riduzione della nostra aspettativa di vita è da attribuire certamente all’enorme pressione di tutti i fattori di inquinamento ambientale, compresi gli idrocarburi e derivati, attraverso meccanismi che agiscono sia in mododiretto sul nostro Dna che in modo indiretto o epigenetico. Una recente indagine scientificaha messo in luce una riduzione della fertilità nei maschi residenti nella Terradei Fuochi». Infine un appello per fermare le opere scempio che continuano a divorare la città. E mentre continuano le proteste e i cittadini sono pronti a scendere nuovamente in strada per gridare ancora una volta la loro contrarietà alla realizzazione delle opere scempio, i due rappresentanti del comitato lanciano un appello: «Che è un “affare” sicapisce, ma che la salute dei residenti sia tutelata al 100% questo si capisce molto meno». Nel frattempo però il Comune continua a non fermare l’opera delle cisterne come quella della seconda foce Sarno. Per quest’ultima si è limitata a presentare il documento prodotto dal consiglio comunale.


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