Colpi d’arma da fuoco a Napoli. Fico: non solo repressione ma piu’ cultura. Togliere la patria potesta’? Concetto da elaborare

Colpi d’arma da fuoco a Napoli. Fico: non solo repressione ma piu’ cultura. Togliere la patria potesta’? Concetto da elaborare

Napoli – “Non c’e’ una soluzione, saremmo ipocriti a indicare un’unica soluzione”. Lo ha detto Roberto Fico, presidente della Camera, commentando la sparatoria avvenuta stamani a Napoli, poco distante dall’Orto botanico dove e’ in corso un convegno sul fenomeno delle baby gang. “E’ chiaro che le forze dell’ordine fanno un lavoro encomiabile, presidiano davvero il territorio, ma qui parliamo di una fase repressiva – ha affermato – ogni volta che c’e’ la repressione deve seguire anche una fase di educazione, formazione, scolarizzazione e presidio culturale sul territorio”. “Ecco perche’ ho parlato piu’ che di soglia di punibilita’, di una soglia minima di livello culturale – ha concluso – se non investiamo e non mettiamo soldi nella scuola, nella formazione, negli assistenti sociali, non andiamo da nessuna parte. Noi dobbiamo riuscire a occupare, come Stato, i vuoti che sono oggi liberi e terra di nessuno, sono vuoti anche esistenziali, familiari, delle periferie che non sono quelle geografiche, ma quelle del centro”.

Fico, togliere la patria potesta’? Concetto da elaborare, è una possibilità

“Togliere la patria potesta’ e’ un concetto che va elaborato, è una possibilita’”. Lo ha detto Roberto Fico, presidente della Camera, in merito alle parole di Maria Luisa Iavarone, la mamma di Arturo, il diciassettenne accoltellato a Napoli, una settimana prima di Natale, secondo cui i minori che delinquono andrebbero sottratti alle famiglie. “Bisognerebbe legiferare in modo piu’ chiaro sulla questione – ha affermato – inoltre sono i giudici che conoscono il territorio e l’ultima parola spetta a loro”. “Il punto fondamentale e’ che lo Stato deve guardare a questi ragazzi – ha aggiunto – nel senso che non e’ che vengono scoperti per il delitto che hanno fatto e poi ce ne si dimentica o li si lascia solo a uno pseudo istituto per cercare di fare rieducazione”. “Sono ragazzi che devono essere presi in carico dallo Stato – ha sottolineato – lo si puo’ fare con vari strumenti che sono da pensare perche’ secondo me nessuno in questo momento ha una super verita’ in tasca”. In merito a uno dei responsabili dell’aggressione subita da Arturo, il presidente della Camera dice: “Sono vittime di un territorio abbandonato, di una famiglia che ha altri criteri culturali e di vita”. “Dobbiamo riuscire a recuperare questi ragazzi, devono esserci moltissimi assistenti sociali, dobbiamo avere un esercito di assistenti sociali – ha concluso – Se dovessi investire 10 miliardi di euro per me sarebbe sulla formazione”.