Alberto Dortucci

Ombre sul voto a Torre del Greco, gli 8 indagati sotto torchio: «Ecco la nostra verità»

Ombre sul voto a Torre del Greco, gli 8 indagati sotto torchio: «Ecco la nostra verità»

Alberto Dortucci

Torre del Greco. La procura di Torre Annunziata accelera per fare piena luce sul presunto voto di scambio all’ombra del Vesuvio. A 96 ore dalla raffica di perquisizioni eseguite all’interno di diverse abitazioni di corso Garibaldi – sequestrati otto telefoni cellulari e diverso materiale elettorale – il procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli ha convocato gli otto indagati presso il palazzo di giustizia di via Nazionale per procedere con gli interrogatori di rito. In totale i «galoppini» di vari candidati al consiglio comunale sono stati tenuti sotto torchio per circa sei ore. Sei ore in cui il titolare delle indagini si è interessato sia alle «manovre» registrate e documentate all’esterno dell’istituto superiore Cristoforo Colombo sia alle eventuali «trattative» condotte dagli aspiranti a uno scranno a palazzo Baronale.

La verità degli indagati

Davanti all’ex pubblico ministero della Dda di Napoli, gli 8 indagati – assistiti da un avvocato d’ufficio – hanno provato a ricostruire la propria «campagna elettorale» e la turbolenta domenica trascorsa davanti ai seggi di corso Garibaldi. Ricostruzioni non prive di contraddizioni, puntualmente contestate dal titolare dell’inchiesta. Le deposizioni, al momento, restano top secret in attesa degli ulteriori sviluppi delle indagini. La perizia sugli smartphone Ma la vera svolta potrebbe arrivare dai telefoni cellulari sequestrati durante il blitz della scorsa settimana dai carabinieri della caserma Dante Iovino. Il procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli avrebbe già nominato un esperto per effettuare una perizia sugli smartphone finiti in mano agli investigatori: smartphone in cui – la speranza degli 007 – potrebbero essere «custoditi» fotografie e file audio in grado di certificare gli eventuali contatti tra gli otto indagati e i vari politici impegnati nella corsa alle urne. La volontà della procura di Torre Annunziata è provare a chiudere subito il cerchio, ma tutto dipenderà dai tempi di recupero dei dati e dalla difficoltà di identificazione degli eventuali interlocutori dei «galoppini».

Il corteo della legalità

In attesa dell’esito delle indagini, intanto, prosegue l’organizzazione del corteo cittadino per «prendere le distanze da un “sistema” consolidato nel tempo». Una manifestazione pubblica, in programma alle 18 di venerdì 22 giugno in villa comunale, già capace di alimentare polemiche e proteste. Perché il Forum dei Giovani – promotore dell’iniziativa e capeggiato da un «ultras» del M5S, Mattia Maio – ha chiesto ai candidati a sindaco arrivati al ballottaggio di astenersi dal prendere parte al corteo, quando sia Giovanni Palomba sia Luigi Mele avevano già espresso la volontà di partecipare alla manifestazione per chiedere insieme a tutti i cittadini massima trasparenza sul voto del 10 giugno. Una richiesta capace di scatenare un vivace dibattito-social, legata alla pretesa del politicizzato Forum dei Giovani di rilasciare «patenti di onestà» per la partecipazione a un corteo cittadino. «Non consentiremo intemperanze – fanno sapere dal commissariato di polizia – chiunque si dovesse presentare in villa comunale, potrà partecipare alla manifestazione. Si tratta di un corteo pubblico, non di un evento a inviti».