Torre del Greco, ospedale Maresca a mezzo servizio: sott’accusa i vertici dell’Asl

Torre del Greco, ospedale Maresca a mezzo servizio: sott’accusa i vertici dell’Asl

Torre del Greco. Un esposto alla procura di Torre Annunziata e alla corte dei conti della Campania per fare piena luce sulla «cattiva gestione» dell’ospedale Agostino Maresca. A rilanciare l’allarme sanitario all’ombra del Vesuvio sono gli storici attivisti del diritto alla salute pubblica, pronti a denunciare – attraverso una raccolta di firme depositata presso lo studio legale dell’avvocato Giuseppe Rizzo – una serie di anomalie relative al funzionamento del pronto soccorso del nosocomio di via Montedoro e non solo. Perché a finire sotto la lente d’ingrandimento dei paladini dell’ospedale Agostino Maresca sono le presunte discrasie tra il piano sanitario regionale e la realtà.

L’azione legale

Alla base del malcontento generale c’è la situazione in cui, attualmente, versa il pronto soccorso. «Secondo un decreto del 17 maggio 2016 della Regione Campania – la premessa dei sottoscrittori della petizione firmata dai cittadini per accertare eventuali responsabilità da parte dei dirigenti dell’Asl Napoli 3 Sud – l’ospedale Maresca veniva riconosciuto come autonomo rispetto all’ospedale Sant’Anna e Madonna delle Neve e lo stesso decreto confermava la presenza presso l’ospedale Maresca di un pronto soccorso H24». Invece, la tesi degli attivisti della saluta pubblica, la gestione del reparto resta «negligente e criminale». Un’accusa pesante come un macigno, ma documentata attraverso una serie di circostanze incontestabili: «Il pronto soccorso è privo di un cardiologo H24, ma durante le ore notturne i pazienti vengono assistiti con ponti telefoni e fax con il pronto soccorso dell’ospedale di Boscotrecase – si legge nell’esposto – Pertanto, durante le ore notturne, le risposte per diagnosi da infarto o patologie gravi mettono a rischio la vita dei pazienti: una situazione non degna di una paese civile». Non l’unica, secondo gli attivisti della salute pubblica.

I reparti della vergogna

Sott’accusa, infatti, sono finiti il polo di oncologia e il reparto di obesità infantile in cui non vi sarebbe alcuna traccia dei posti letto previsti dal piano aziendale. «Nelle stesse condizioni si trova il reparto di gastroenterologia e di endoscopia digestiva completamente rinnovato e dotato di moderne tecnologie, ma senza posti letto», si legge all’interno dell’esposto. «A tutt’oggi – prosegue il documento – all’interno dell’ospedale Agostino Maresca si susseguono lavori di ristrutturazione per creare o ammodernare reparti che non entreranno mai in funzione, con immenso sperpero di denaro pubblico». Di qui, una serie di inevitabili disagi e pericoli per le popolazioni di Torre del Greco, Ercolano e Portici a cui sarebbe negato il diritto di usufruire di un adeguato servizio di pronto soccorso «con il solo scopo di rendere inefficiente il presidio ospedaliero Agostino Maresca al fine di provvedere alla sua eventuale futura chiusura».

L’appello agli investigatori

Un incubo capace di convincere i sottoscrittori della petizione popolare a denunciare tutto al procuratore capo Alessandro Pennasilico per «procedere a norma di legge nei confronti di tutti coloro che saranno ritenuti responsabili per ogni ipotesi di reato che l’autorità giudiziaria ravviserà nei fatti descritti». Perché la crociata per salvare la struttura sanitaria di via Montedoro – assicurano gli attivisti del diritto alla salute pubblica – non si fermerà finché l’ospedale Agostino Maresca non sarà realmente funzionante al 100%.