Vaccini, ancora Salvini: «Dieci sono inutili» I grillini lo stoppano

Vaccini, ancora Salvini: «Dieci sono inutili» I grillini lo stoppano
il leader della Lega, Matteo Salvini, al suo arrivo al Palacongressi di Napoli, 11 marzo 2017. ANSA/ABBATE

L’immunologa Cattaneo lo stronca: «Non conosce la materia di cui parla»Se fosse una rubrica si chiamerebbe “la boutade del giorno”. Abituato a dettare i ritmi all’agenda politica ed anche a quella della sonnacchiosa informazione nazionale, il vice premier Salvinianche ieri mattina ha lanciato la sua proposta. Ma, forse, quella di ieri non è stata così come le precedenti, una giornata felice per il leghista che sui temi dei migranti e dei rom sta portando avanti la campagna elettorale perenne. Questa volta, infatti, sul tema dei vaccini, il Ministro leghista ottiene un boomerang clamoroso. In mattinata, approfittando della solita intervista, dichiara: “Sulla questione dei vaccini “garantisco l’impegno preso in campagna elettorale nel permettere che tutti i bimbi entrino in classe, vadano a scuola”, perchè “la priorità è che i bimbi non vengano espulsi dalle classi” anche se non vaccinati. Bisogna ragionare anche con gli alleati, al ministro Grillo ho iniziato a parlare di questi temi”, e dunque “continueremo, perchè ritengo che 10 vaccini obbligatori siano inutili e in parecchi casi pericolosi se non dannosi”. Il tema, si intuisce, è di quelli rischiosi. Ed in poche ore Salvini viene sepolto dalle critiche. In primis quelle degli esperti. Persone non certo laureate su google, profondi conoscitori della materia, apprezzati esponenti della comunità scientifica internazionale. Gente, insomma, che non ha letto articoli sul “reader’s digest”.“No, ministro Salvini. Dieci vaccini non sono inutili e tantomeno dannosi, anzi proteggono anche lei, i suoi figli e i suoi elettori. Questa è una bugia pericolosissima; se la dice chi ha la responsabilità della sicurezza del mio paese è cosa molto preoccupante” scrive su Twitter il docente di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Roberto Burioni. Che viene retwettato subito dall’ex premier Matteo Renzi. Ancora qualche ora e un’altra esperta, scientificamente apprezzata, dice la sua. Ed è un duro colpo alla credibilità di Salvini. “L’unico rischio che vedo relativamente ai vaccini oggi è rappresentato da un Ministro dell’Interno che parla di cose su cui non ha competenza, assumendosi una responsabilità enorme e facendo campagna elettorale sulla salute dei bambini” sono le parole della senatrice a vita Elena Cattaneo, farmacologa e biologa. “Il ministro Salvini – aggiunge Cattaneosa quanti milioni di vite sono state salvate grazie ai vaccini? Sa a quali rischi si espongono ibambini non vaccinati venendo a contatto con il virus del morbillo? Sa che i piu’ comuni farmaci antinfiammatori, utilizzati ogni giorno da migliaia di persone tra cui molti bambini, hanno effetti collaterali fino a 1500 volte piu’ frequenti? Sa che esiste una soglia di copertura vaccinale pari al 95%, da cui l’Italia si era pericolosamente allontanata, chiamata ‘immunita’ di gregge’, che se raggiunta renderebbe un’intera comunita’ immune dalle malattie oggetto dell’obbligo (che percio’, in quel caso, non sarebbe necessario”. Poco più tardi arriva anche lo stop del Ministro Grillo: “Le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La politica ‘non fa’ scienza, la scienza la fanno gli scienziati. La politica – spiega il Ministro – decide quale strumento vuole utilizzare, se vuole utilizzare l’obbligatorietà e in quale misura”. Salvini impacchetta e porta a casa. Soprattutto dopo il chiarimento di Di Maio, che ribadisce come la questione non sia nel contratto e non sia oggetto di discussione.“Ringrazio il ministro Grillo, sua è la competenza sui vaccini, condivido il suo pensiero, a questo ci atterremo e al contratto di governo”: è costretto a dire Matteo Salvini, stemperando sul caso vaccini.Già nel pomeriggio, nella giornata più nera mediaticamente di un Salvini in affanno e in difesa, il vice premier aveva dovuto fare i conti con le parole del Presidente della Corte Costituzionale,Giorgio Lattanzi intervenuto sul caso del censimento rom: “Qualunque discorso riguardi una collettività con una caratteristicacomune che, soltanto per questa caratteristica comune, si pretende di differenziarla, pensandoa trattamenti particolari, a me sembra che non sia compatibile con l’articolo 3 della Costituzione”.Che ha aggiunto: “Tutti i discorsi che si fanno in modo generico ha detto ancora Lattanzi – con riferimento a una etnia, visto che non si parla piu’ di razze, anche se al di sotto c’e’ sempre un po’ quell’idea, difficilmente sono compatibili con l’articolo tre della Costituzione italiana”. Ma questo vale, secondo il presidente della Corte Costituzionale, anche se si fa riferimento “a una religione, o a qualsiasi altro dato generico”. In sostanza si ravvisano profili di incostituzionalita’, ha concluso Lattanzi, “se dicessi che i napoletani, o i siciliani, o i lombardi, saranno trattati in un certo modo in quanto napoletani, siciliani e lombardi”.