Torre del Greco: un tuffo tra gli scoli di liquami I bimbi sulle spiagge da incubo

Torre del Greco: un tuffo tra gli scoli di liquami I bimbi sulle spiagge da incubo

Torre del Greco – Bambini costretti a fare il bagno tra i liquami degli scoli fognari e ombrelloni sistemati a pochi metri da cumuli di rifiuti di ogni sorta. È la drammatica fotografia delle spiagge libere di via Litoranea, abbandonate finanche dagli abusivi in passato pronti a garantire un minimo di pulizia. E se prima i free beach del lungomare cittadino non potevano essere definiti il luogo ideale per una giornata al mare, adesso lo scenario complessivo si presenta in una situazione di degrado e pericolo igienico-sanitario mai registrato in passato. Una marea di problemi per un tuffo in mare certamente non rassicurante sotto il profilo della balneabilità: se da un lato c’è l’Arpac pronto a dare il secondo via libera ai tuffi, dall’altro ci sono chiazze marroncine a pelo d’acqua e schiuma bianca e patina simile a gasolio. Una circostanza a cui i cittadini a caccia di refrigerio e tintarella si sono abituati, ma con le piogge di inizio settimana la situazione è decisamente peggiorata. Dai canali di scolo collocati sui due «lembi» di spiaggia libera a disposizione di chi non si può permettere la spesa per accedere a uno stabilimento balneare si è riversato in mare una grossa quantità di detriti e acque reflue. Una miscela di colori che in qualche paese nordico – come a Skagen, dove s’intersecano le acque del Mar Baltico con il Mar del Nord – potrebbe essere definito «fantastico» per il divario mozzafiato di colori, ma a Torre del Greco ciò indica inquinamento. E i bambini, a dispetto del colore torbido, giocano in acqua proprio nellospecchio d’acqua ricettacolo di detriti provenientidagli alvei di scolo. Ma non è solo questo ilproblema legato alle piogge che hanno ulteriormente compromesso la stabilità degli arenili a ingresso gratuito. Perché a causa delle mareggiate sulle spiagge si sono riversate anche pietre e detriti che – in attesa di una bonifica da parte del Comune resteranno a fare compagnia ai bagnanti. Inoltre, i gestori dei lidi privati quest’anno a causa dell’inefficaciadelle barriere flangiflutto hanno dovuto già più volte ricorrere alle ruspe per ricompattare le spiagge danneggiate dalle mareggiate. «Purtroppo questi sono problemi che abbiamo da anni. Lo scenario è sempre lo stesso – spiega Salvatore Fabiano, membro del cda Marenostrum -. Ma posso affermare e sottoscrivere che, rispetto agli anni passati, l’acqua di Torre del Greco è più pulita e se dovesse andare in porto il collettore di foce Sarno diventerebbe cristallina. Le spiagge libere garantiscono, comunque, accoglienza anche se i problemi sono sotto gli occhi di tutti». Dunque un collettore per riportare il mare della città del corallo ai vecchi splendori e abusivi per concedere un tuffo anche a chi non può permettersi gite fuori porto o l’accesso agli stabilimenti balneari privati. Ma, intanto, i bambini sono costretti a fare il bagno tra i liquami dei canali di scolo. Rigorosamente abusivi.


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