Alberto Dortucci

Voto di scambio a Torre del Greco: il nome di mister 927 voti nei verbali del pm

Voto di scambio a Torre del Greco: il nome di mister 927 voti nei verbali del pm

Alberto Dortucci

Torre del Greco. Al momento, non risulta indagato. Ma il suo nome spunta in vari verbali di interrogatorio resi dai «galoppini» ascoltati dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, il titolare dell’inchiesta aperta dalla procura di Torre Annunziata sulle anomalie registrate davanti ai seggi di corso Garibaldi – storico fortino  della camorra all’ombra del Vesuvio – in occasione delle elezioni del 10 giugno. «Ci siamo occupati della campagna elettorale di Stefano Abilitato», la risposta di diversi indagati con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa delle operazioni di voto alla precisa domanda dell’ex pubblico ministero della direzione distrettuale antimafia di Napoli. Una versione successivamente confermata dal commercialista Simone Onofrio Magliacano, il primo politico finito sotto i riflettori del procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli: «Sì, precisamente sono stati impegnati per l’affissione dei manifesti elettorali». Ottenendo, alla fine, un compenso da cento euro a testa a titolo di «regalo» per il contributo offerto alla causa.

Il progetto garanzia giovani

In realtà – secondo il castello accusatorio della procura di Torre Annunziata – gli otto «galoppini» si erano già assicurati, tramite il progetto garanzia giovani promosso dalla Regione Campania, un posto da netturbino per sei mesi: un contratto firmato – attraverso un’agenzia interinale – a fine maggio, a dieci giorni dal voto. Una data improrogabile – la scadenza era fissata proprio per il 30 maggio – ma ugualmente capace di allungare pesanti ombre sulla corsa alle urne. All’indomani del primo turno erano scattate le perquisizioni in 8 abitazioni della zona porto, con il sequestro di otto smartphone in cui – secondo gli investigatori – potrebbero essere custodite le prove audio e video della turbativa delle operazioni di voto. Mister 927 preferenze Storie e ricostruzioni di cui Stefano Abilitato non è al corrente perché, fino a oggi, completamente estraneo alle indagini. L’ex golden boy di Forza Italia – candidato al consiglio comunale con la lista civica «Il Cittadino» a sostegno del sindaco Giovanni Palomba – si è reso protagonista di un’incredibile cavalcata elettorale, chiusa con la bellezza di 927 preferenze. Il terzo risultato in assoluto – il broker assicurativo è stato superato solo dalla coppia formata da Felice Gaglione e Iolanda Mennella, capaci di sfondare il muro delle 1.300 preferenze – ora oscurato dalla ridda di voci circolate in città all’indomani degli avvisi di garanzia notificati agli otto netturbini e all’ex assessore della giunta targata Ciro Borriello: «Non sono a conoscenza dei fatti – la premessa di Stefano Abilitato – e stavo già intraprendendo le vie legali contro chiunque mi avesse addebitato, anche solo attraverso i social network, comportamenti e condotte illecite nell’ambito delle indagini sul presunto voto di scambio in occasione delle elezioni del 10 giugno. Sono certo sarà fatta chiarezza dagli organi inquirenti e in qualunque momento sono disponibile a offrire, qualora dovesse essere necessario, il mio contributo».

I galoppini per il voto

Non si sottrae al confronto, Stefano Abilitato. «Perché non c’è nulla da nascondere – spiega – Tutto è stato fatto alla luce del sole, con la massima trasparenza». Non nega di conoscere i «galoppini» finiti sott’accusa: «Mi sono stati presentati prima della campagna elettorale come persone lontane da qualsiasi ambito criminale – ricorda l’ex golden boy di Forza Italia -. Avevano bisogno di lavorare e mi diedero disponibilità a collaborare in vista della corsa alle urne: si sono occupati del mio comitato di via Cappuccini e dell’affissione dei manifesti elettorali. In qualche occasione, in prima persona sono sceso insieme a loro affinché non occupassero per errore gli spazi non assegnati alla mia lista civica. Presumo abbiano votato per me, ma posso garantire di non avere mai pagato un euro o promesso alcuna utilità né a loro né a tutti i restanti miei elettori. Allo stesso modo, escludo abbiano promesso qualcosa o consegnato soldi per conto mio. Si tratta di condotte lontane dal mio modo di intendere e fare politica». Un modo grazie a cui il broker assicurativo è riuscito a ottenere la bellezza di 927 preferenze: «Basta guardare i risultati ottenuti in ognuna delle 106 sezioni presenti sul territorio – sottolinea Stefano Abilitato -. I miei voti non sono concentrati in corso Garibaldi, ma “abbracciano” ogni quartiere a partire dal centro storico per finire alle periferie. La mia conferma in consiglio comunale è figlia del contatto quotidiano con la gente». Ma non solo, perché mister 927 voti ha potuto contare su un gruppo collaudato e affiatato. Di cui il commercialista Simone Onofrio Magliacano rappresenta il principale riferimento: «Con Simone siamo amici da trent’anni, al di là dei rapporti politici – ricorda Stefano Abilitato – Siamo cresciuti insieme, a qualcuno non avrà fatto piacere la nostra affermazione». Insomma, in attesa degli eventuali sviluppi delle indagini, l’ex golden boy di Forza Italia resta tranquillo: «Ribadisco la massima fiducia nel lavoro degli organi inquirenti – conclude – Sono certo sarà fatta piena luce sull’intera vicenda e sarà confermata la mia completa estraneità ai fatti».