La buona Sanità «Mia figlia disabile salvata al San Leonardo»

La buona Sanità «Mia figlia disabile salvata al San Leonardo»

«A fronte di una serie di eventi, scrivo spinta da un sincero sentimento di gratitudine. In seguito all’operazione di mia figlia (Miomectomia), che ha 37 anni ma cognitivamente 6 anni, ho potuto riscontrare le elevate competenze professionali del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, in particolar modo della Dottoressa, nonché Primario, Eutalia Esposito e del Dott. Luigi Russo. Ho potuto constatare un elevata sensibilità, comprensione, umanità per la patologia di mia figlia, in primis della Dott.ssa Esposito, che ha compreso le mie paure ed ha fatto in modo che mia figlia soffrisse il meno possibile, ma anche di tutte le infermiere ( Carla, Marilù, Rosanna, Giusy, Annamaria, Betta, Rosaria) del reparto, che hanno avuto per la mia bambina una pazienza infinita e tanto amore. Ho potuto notare un reparto molto curato, pulito e accogliente, dove ogni stanza viene indicata con il nome di un fiore anziché un numero. Ciò che mi ha colpito è la stanza in cui ci hanno accolto, la stanza “ROSA”, dedicata a casi particolari, come donne che hanno subito violenze. Un altro dettaglio che mi ha colpito è il quadroin cui vi è una donna incinta straniera lasciata su una spiaggia, con ladidascalia “Noi Siamo Presenti”, proprio ad evidenziare che in questoreparto non ci sono differenzeetnico religiose, ma solo donne da supportare nel mettere alla luce i loro bambini.Non potrò mai dimenticare, oltre alla capacità professionali, il sostegno psicologico e morale, espresso anche con citazioni affisse sui muri di Madre Teresa di calcutta e Papa Giovanni Paolo II, sulla vita, sui figli. Tutto ciò è stato possibile grazie alla Dott.ssa Esposito, una donna straordinaria, dotata di grande umanità e sensibilità.Pertanto, con la presente, voglio formalmente porgere una nota di elogio alla dottoressa Eutalia Esposito e tutto il reparto di Ginecologia ed Ostetricia.Non vi saremmo mai grate abbastanza».

Vanna e Rosaria

Riceviamo e pubblichiamo


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