Elena Pontoriero

Gragnano: trapianto di fegato a 74 anni. Riuscita l’operazione da record

Gragnano: trapianto di fegato a 74 anni. Riuscita l’operazione da record

Elena Pontoriero

Gragnano – Primo trapianto di fegato su un paziente di 74 anni a Pisa: è record in Italia. E a ricevere un organo donato è stato Pasquale Angora, ex pasticcere residente a Striano, seguito dall’equipe del primario Carmine Coppola, dell’ospedale di Gragnano. Una storia di buona sanità e di progressi fatti grazie alla ricerca, grazie all’impegno di uomini e alla possibilità di avere a disposizione macchinari all’avanguardia. «Fino a poco fa i trapianti di fegato erano possibili soltanto su pazienti non oltre i 65 anni. Una rivoluzione che si è avuta per un approfondito studio sui donatori che non sono soltanto giovani, e la guarigione di malattie epatiche con i farmaci di ultima generazione». Questa la vera rivoluzione nel campo medico, per le malattie del fegato, che è annunciata dal ricercatore e esperto Carmine Coppola, a capo del reparto di eccellenza Epatologia, presso l’ospedale di Gragnano. Sono ben 2000 i pazienti accolti e curati nel presidio ospedaliero della città della pasta. Sono 2000 ammalati che nel reparto Epatologia di Gragnano sono riusciti ad avere una diagnosi che li ha salvati. Un ponte con l’ospedale di Pisa dove, da Gragnano, i bisognosi di trapianto del fegato sono ospitati e operati, per poi proseguire i controlli sotto l’occhio vigile dell’equipe Coppola. «I risultati si sono raddoppiati, ma anche triplicati perché la ricerca è andata avanti e gli organi, ritenuti “buoni”, possono essere espiantati non soltanto dai giovani ma anche da persone anziane, addirittura di 90 anni. Un fegato, per esempio – replica il primario di Epatologia, Coppola – può mantenersi in condizioni ottimali più in una persona che ha raggiunto la terza età, piuttosto che nei ragazzi, spesso deditiall’alcol. Più organia disposizione, più trapianti da poter effettuare. Inoltre, altra rivoluzione è stata fatta anche con la cura, fino alla guarigione, delle malattie epatiche. Prima che si arrivi a uno stato grave e il fegato debba per forza essere trapiantato, si può, oggi, tentare la terapia fino a debellare l’epatite». Due anni di intenso lavoro per il primario del reparto Epatologia di Gragnano, Carmine Coppola, che ha portato l’ospedale e la ricerca per le malattie del fegato a un livello ottimale, con puntuali aggiornamenti, convegni di confronto con professionisti del settore e l’uso di uno strumento in particolare «l’ecografia. E’ un macchinario che può dare la giusta diagnosi e, dunque, snellire le procedure – evidenzia Coppola – Un patto d’intesa con l’Università di medicina Vanvi-telli, ha permesso l’ingresso in reparto di giovani apprendisti dottori, per una rete formativa a cura del professore Adinolfi. Dal primo al quinto anno, gli studenti sono impegnati in tirocini che si svolgono a Gragnano. E alla base della formazione c’è l’ecografia».Altri 8 posti letto a Castellammare di Stabia«Un’offerta sanitaria ampliata per decongestionare il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare». Dal primo luglio, infatti, il dottor Carmine Coppola dirige anche il mini-reparto, da otto posti letto, ricavato all’interno di Medicina Interna, presso il presidio stabiese. «Una consulenza completa per gli ammalati che, talvolta, non sono a conoscenza della patologia causata da un non corretto funzionamento del fegato – spiega Coppola, esperto nelle malattie epatiche – Ci sono otto giovani medici impiegati nel neo-reparto, attivo da 13 giorni all’interno del nosocomio di Castellammare di Stabia».


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