Elena Pontoriero

Lettere. Evade dai domiciliari per un piatto di spaghetti e vongole

Lettere. Evade dai domiciliari per un piatto di spaghetti e vongole

Elena Pontoriero

Evade i domiciliari per un gustoso piatto di spaghetti e vongole. E’ quanto accaduto durante un normale controllo dei carabinieri della Compagnia stabiese che, arrivati presso il domicilio del condannato per spaccio, non hanno trovato nessuno. La scappatella è costata una direttissima a L.C.G., di 43 anni, e figlio di un noto ristoratore della zona. In effetti, l’uomo si era allontanato di pochi metri e dal secondo piano aveva raggiunto il piano inferiore, dove abitano i genitori. Ma sempre nello stesso stabile e senza varcare i cancelli. I militari lo hanno trovato con le “mani in pasta”, ovvero mentre mangiava tranquillamente il primo piatto. Un invito a cui il 43enne non ha saputo rinunciare.Finito ai domiciliari per detenzione di drogaa fini di spaccio, L.C.G. avrebbe finito di scontare la pena a fine dicembre2018. Insomma il pusher buongustaio, approfittando dell’assenza della moglie e dei figli, al mare per vacanza, aveva deciso di pranzare con i genitori varcando l’uscio della porta di casa. Qualche rampa di scala e si era seduto a tavola per mangiare gli spaghetti. Nulla di strano, se non fosse che quei pochi metri si sono trasformati in una evasione dei domiciliari, che ha aggravato la posizione del 43enne. Arrestato e processato con rito direttissimo, l’uomo ha tentato di spiegare al giudice di non essere uscito dalla palazzina e aver semplicemente pranzato con i genitori, residenti appena un piano sotto. Nulla da fare e l’arresto è stato convalidato e il 43enne è ritornato ai domiciliari, ma questavolta all’interno delle mura della propria abitazione. Tutta colpa di un piatto così invitante e probabilmentepreparato magistralmente dal papà dell’uomo, che nel campo della ristorazione sa ben muoversi. Segreti rubati in cucina e riproposti per la famiglia. Questa volta però gli spaghetti con le vongole sono stati indigesti per L.C.G. a cui a presentare il conto non è stato certo il papà, ma i carabinieri.


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