Genova, l’addio ai quattro martiri di Torre. L’ira delle famiglie: “Li hanno uccisi”

Genova, l’addio ai quattro martiri di Torre. L’ira delle famiglie: “Li hanno uccisi”

“Mio figlio e’ stato ammazzato”: le parole di Roberto Battiloro, il papa’ di Giovanni, uno dei quattro ragazzi di Torre del Greco morti a Genova, sintetizzano la rabbia e l’amarezza dei familiari delle vittime del crollo del ponte. La maggior parte dei congiunti si sfila allora dai funerali di Stato e decide di piangere i propri cari in forma privata. Sara’ l’arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, a celebrare i funerali solenni, domani mattina, alla presenza delle piu’ alte cariche dello Stato, a partire dal Presidente Sergio Mattarella. “E’ una scelta dei familiari ai quali va tutto il rispetto, e che certamente fara’ pensare chi di dovere”, ha detto il cardinale, commentando il fatto che solo 18 bare, meno della meta’ delle vittime, saranno benedette domani alla Fiera. Dal governo il commento del vicepremier Luigi Di Maio: “Non posso biasimare le famiglie che hanno scelto di celebrare i funerali nel proprio comune di appartenenza, anche in dissenso con uno Stato che invece di proteggere i loro figli, ha preferito per anni favorire i poteri forti”. C’e’ amarezza nelle parole del padre cappuccino, padre Mauro Brezzo, che dal 14 agosto non si e’ mosso dall’ospedale San Martino per portare conforto ai feriti e ai familiari delle vittime: “Sono pochi quelli che aderiscono ai funerali di Stato. Tanti non vogliono fare la passerella, e li capisco. Se invece di spendere i soldi per venire qui li avessero dati a questa povera gente, sarebbe stato meglio”. Don Massimiliano Moretti, parroco di Nostra Signora Assunta e S. Zita a Genova, spiega: “Credo ci sia una fortissima disaffezione verso la politica e questo e’ un campanello d’allarme forte e chiaro che deve arrivare ai nostri politici. E’ necessario che la politica riprenda in mano il governo del Paese, un Paese che soffre, e che si attrezzi a convergere sul bene comune, senza continuare a fare campagna elettorale”. Nel napoletano, dove si sono svolti oggi i primi funerali privati, la disaffezione si e’ trasformata in rabbia e nello striscione: ‘Antonio, Matteo, Giovanni e Gerardo… non e’ stato il fato ma lo Stato!’. “Non si puo’, non si deve morire per negligenza – ha detto nell’omelia il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli -, per incuria, per irresponsabilita’, per superficialita’, per burocratismo, per inedia, perche’ questa e’ la vera violenza, e’ la violenza contro la persona, contro l’umanita’”. Sono stati celebrati oggi in forma privata, a Serra Ricco’ (Genova) anche i funerali di Francesco Bello, 42 anni, precipitato con la sua auto dal ponte crollato. Alla cerimonia c’erano la compagna, che lavorava con lui in una ditta a Genova, i familiari e tanti amici. Si sono svolti nella chiesa dei santi Jacopo e Filippo, a Pisa, i funerali di Alberto Fanfani e Marta Danisi. Le esequie si svolgono nella parrocchia dove la giovane infermiera cantava nel coro e dove a maggio dell’anno prossimo avrebbe sposato il fidanzato anestesista.”Marta e Alberto, questo e’ il vostro matrimonio”, ha detto durante l’omelia don Roberto Jankovic. Si svolgeranno domani a Busalla (Genova) i funerali di Elisa Bozzo, 34 anni. Funerali tra pochi congiunti anche per Stella a Foiano della Chiana (Arezzo). “La nostra scelta di celebrare i funerali in forma privata non e’ polemica – ha spiegato il fratello Francesco – ma solo per tenere il nostro dolore privato e perche’ noi abbiamo un altro culto”, evangelico. Come anche ci sara’ anche una benedizione islamica chiesta dai parenti albanesi di una delle vittime, a cura del Centro islamico genovese. Domani lutto nazionale e rinuncia agli spot non solo la Rai ma anche Mediaset. Fermo il Porto di Genova ma saranno a lutto anche alcuni monumenti nazionali sui quali, in ricordo della tragedia, la sera si spegneranno le luci, dalla Mole di Torino al Colosseo di Roma.


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