Inferno nella terra dei fuochi. «Così si continua a morire»

Inferno nella terra dei fuochi. «Così si continua a morire»

Terzigno – Gli incendi che la scorsa estate hanno devastato il Vesuvio sono solo un pallido e triste ricordo. Ma anche senza le luci della ribalta e l’indignazione popolare, la stagione dei fuochi e dei roghi all’ombra del vulcano maledetto non sembra conoscere fine. Basta andare a Terzigno, nelle pinete abbandonate e nelle periferie per rendersene conto. Con rifiuti ammassati ai bordi delle strade e focolai che di tanto in tanto vengono appiccati dai “monnezzari” di professione per far sparire le tracce delle aziende senza scrupoli che seminano spazzatura in ogni angolo della provincia.La strada dimenticataNel mirino, stavolta, c’è via Amati. Una stretta e lunga stradina che si sviluppa attorno ai campi di nocciole e pomodori. Nei giorni scorsi, diversi cittadini della zona hanno denunciato lo stato di assoluto degrado in cui versa l’arteria, riproponendo un dramma che da queste parti resta sempre di strettissima attualità: l’incubo tumori.La letteraAddirittura un cittadino ha deciso di scrivere un breve messaggio al sindaco Francesco Ranieri. Una sorta di lettera per descrivere, in poche parole, le condizioni con cui sono costretti a fare i conti centinaia di famiglie che vivono in quella zona. «Caro sindaco – l’incipit del messaggio – la ringrazio per tutto quello che sta facendo per il nostro paese. Sono un cittadino di via Amati e purtroppo le devo dire che il problema principale di questo paese non è stato ancora risolto. Tutte le sere i nostri figli sono costretti a respirare la puzza di plastica bruciata. Le chiedo per favore di risolvere questo problema. Nella nostrafamiglia abbiamo già avuto troppi casi di tumore e non vorrei rivivere quella esperienza. La prego, siamo esasperati».La cabina di regiaUn messaggio al quale ha risposto il sindaco di Terzigno, uno dei paladini della riscossa anti-roghi la scorsa estate. «Ho messo in contatto questa famiglia con le forze dell’ordine per consentire agli investigatori di individuare i protagonisti di questo assurdo scempio ambientale – le parole di Francesco Ranieri – La sinergia tra l’amministrazione comunale e i cittadini è fondamentale. Abbiamo fatto tanto in questi anni sul fronte della lotta ai roghi tossici e all’emergenza rifiuti ma ovviamente restano delle zone dove la situazione è ancora critica. Lo abbiamo detto in campagna elettorale e lo ripetiamo adesso: combatteremo con tutte le nostre forze per sconfiggere gli eco-criminali che hanno messo in ginocchio questa città».I dati Negli anni scorsi il Comune si è fatto promotore di un’indagine scientifica volta a dare un peso al boom di tumori e di patologie che potrebbero essere collegate con l’esposizione ai roghi di rifiuti. Dai dati è venuto fuori che quasi in ogni famiglia della città c’è almeno un caso di morte “sospetta”. Dati drammatici che danno il peso di un’emergenza che ancora non è stata risolta. I fuochi e i roghi della scorsa estate sono un pallido ricordo. Ma all’ombra del Vesuvio si continua a morire.


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