Daniele Gentile

Furti, mare sporco e spari, estate nera a Ercolano. Il sindaco: «Ma il turismo ci salverà»

Furti, mare sporco e spari, estate nera a Ercolano. Il sindaco: «Ma il turismo ci salverà»

Daniele Gentile

Ercolano. Mentre gli ombrelloni degli stabilimenti balneari si chiudono per fare spazio alle prime nubi è il momento di tracciare un primo bilancio della stagione estiva, decisamente in chiaroscuro all’ombra degli scavi archeologici. Dal mare fino alla camorra, dai turisti fino alla spazzatura in strada. A Ercolano, quest’anno si è registrato un aumento del 20% di visitatori secondo l’ente di corso Resina. Il primo cittadino Ciro Buonajuto promuove la sua città in termini di accoglienza e preparazione nei confronti dei visitatori, ma non trascura i campanelli

Sindaco, tracciamo il bilancio dell’estate 2018.

«Prendiamo in considerazione il dato relativo agli accessi al Vesuvio, al Mav e agli Scavi Archeologici: abbiamo registrato un aumento del 20% rispetto allo scorso anno. Questo numero indica entrate e non solo in termini di persone, ma sotto l’aspetto economico: se in una città arriva il 20% in più di turisti, significa che bed&breakfast, hotel e case-vacanza hanno guadagnato. Se hanno tratto profitto loro significa che anche ristoranti, bar e negozi della nostra città hanno potuto sfruttare l’incremento di turisti. Inoltre, devo dire che se abbiamo avuto mille persone a dormire in questi ultimi mesi estivi, il motivo è soltanto uno: i cittadini hanno capito che Ercolano può vivere anche e soprattutto di turismo; una presa di coscienza che mi rende orgoglioso».

Nel «sistema accoglienza» cosa ha funzionato?

«Il sistema accoglienza ha funzionato. Lo dimostra il fatto che quest’anno i turisti si sono fermati a dormire in città. Significa che chi ha deciso di dedicare tempo e denaro all’accoglienza, ha colto un ottimo input: investire sul turismo. E questo lo dimostra il fatto che, a Ercolano, non è venuta una grande multinazionale a investire in posti letto bensì la gente del posto che ha messo a disposizione le proprie case».

L’altra faccia della medaglia è legata a furti ai danni di turisti e strade sporche.

«Dire che non c’è ancora molto lavoro da fare sarebbe scellerato, ci sono tante cose da migliorare per definirci una città a misura di turista. Per esempio, cerchiamo di difendere i visitatori, ma abbiamo pochissimi vigili urbani in servizio e perciò cerchiamo di mantenere sempre una pattuglia nei luoghi caldi. I turisti derubati, per quello che è possibile, hanno immediatamente avuto giustizia: i loro aguzzini sono stati arrestai dalle forze dell’ordine. Le strade sporche sono un problema che stiamo cercando di risolvere: abbiamo alleggerito la Tari, aumentato i controlli della polizia municipale e fatto campagne di sensibilizzazione. Ma purtroppo ci sono ancora quartieri difficili, sotto questo punto di vista».

Quest’estate sono tornati i pistoleri e sono esplose le bombe: come interpreta questo segnale?

«Noi, mi riferisco alla mia città, siamo contro la camorra e l’illegalità e non faremo mai un passo indietro. A queste persone voglio dire che non riusciranno mai più ad arricchirsi attraverso l’illegalità e la criminalità organizzata, perché Ercolano sarà una città pronta a fare da diga contro i delinquenti. In ogni caso questo segnale va monitorato, proprio come stanno facendo le forze dell’ordine: non bisogna mai abbassare la guardia. Ma voglio precisare che, questa città sta capendo una cosa importante: il futuro dei propri figli può passare dal turismo e della cultura. E questa è la strada che seguirò finché indosserò la fascia tricolore».

Ma il mare resta sporco e inquinato. Cosa ha fatto l’amministrazione comunale?

«L’Arpac non ha mai rilevato tossicità tale nelle acque da richiedere un divieto di balneazione a Ercolano. Ma capisco che, a causa delle correnti, a volte ci siano state delle alghe in superficie. Come amministrazione comunale abbiamo garantito servizi ai nostri cittadini: sulla spiaggia libera abbiamo installato docce e spogliatoi, l’abbiamo mantenuta pulita e accessibile. Lo abbiamo fatto perché amministro una città in cui il tasso di disoccupazione è pari al 60% e questo significa che, in pochi hanno avuto la possibilità di una vacanza, ma anche semplicemente di accedere ai lidi attrezzati. Ogni giorno vedo decine e decine di persone sulla spiaggia libera e sono contento che, nel piccolo hanno potuto godere del mare e dei servizi prioritari sull’arenile senza dover spendere soldi».


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