Elena Pontoriero

Gragnano. I Vlogger rischiano la vita, video proibiti nell’ex carcere

Gragnano. I Vlogger rischiano la vita, video proibiti nell’ex carcere

Elena Pontoriero

Li chiamano “vlogger”, raccontano il mondo attraverso l’obbiettivo di una telecamera, meglio ancora se di uno smartphone, perché divulgato su YouTube è lo scopo finale. Più visualizzazioni, più fama. Come ogni fenomeno, ci sono gli effetti collaterali, le estremizzazioni, la mania di spingersi sempre oltre. E allora la passione diventa sfida, il gioco si fa pericoloso, e la vita viene messa a repentaglio pur di girare un video “virale”. Come è accaduto per quattro ragazzi di Gragnano sulle tracce dei quali si stanno già muovendo gli investigatori.Hanno violato i catenacci dell’ex carcere di via Petrelloni, hanno sfidato la sorte in una struttura abbandonata e pericolosa, e hanno creato la “video-storia” postandola in rete.Una sfida estrema lanciata ai coetanei, che lascia immaginare un seguito, o più seguiti. Video dopo video. Rigorosamente pericolosi.Secondo l’assurdo regolamento di questa sfida on-line, il video va girato in un posto pericoloso, abbandonato, inaccessibile. Il proibito deve essere esplorato ed è stato fatto la casa circondariale dismessa, ideale per mettersi alla prova. I quattro adolescenti sono entrati nella struttura comunale per tre volte, senza mai essere disturbati né notati.Un primo video era statomesso in rete a febbraio 2017. Una veloce visita del gruppo per spiegare il luogo che sarà violato e immortalato. Tra genio e follia, l’avventura dei vlogger comincia dagli uffici dell’ex carcere di via Petrelloni, in stanze ostaggio della penombra da oltre dieci anni fa. Scavano nelle scatole, tirano fuori medicinali e fascicoli, arrivano al disimpegno che apre sulle celle, si vedono tre scrivanie, pile di documenti, la foto di un bambino e una croce. Si fanno strada con le torce e raccontano ciò che non conoscono a modo loro. Usciti sani e salvi, promettono ai loro follower di tornare, e immediatamente mettono in cantiere un secondo video. Vogliono dimostrare a modo loro di avere coraggio, ma rischiano la vita per un like di una realtà virtuale.Le altre riprese sono datate 28 e del 30 agosto, così come si evince dalla pubblicazione su Youtube.


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