Ogni anno in Italia 4 mila suicidi, la metà è evitabile. Il 9% sono giovani

Ogni anno in Italia 4 mila suicidi, la metà è evitabile. Il 9% sono giovani

Roma – Ogni dodici mesi in Italia 4 mila persone si tolgono la vita, nel 9% dei casi si tratta di giovani. Morti che in gran parte si potrebbero evitare informando, aiutando familiari e amici a riconoscere i segnali di allarme. Quei segnali che gli individui con forte disagio lanciano prima di prendere la decisione fatale. I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità sono allarmanti: ogni anno nel mondo si suicidano 880.000 persone, vale a dire un suicidio ogni 40 secondi e un tentativo di suicidio ogni 3. In Europa sono 56.200 e l’Italia, con 4000 morti l’anno, registra 7,3 casi ogni 100.000 abitanti. “Nel Lazio sono circa 700 i suicidi ogni anno e solo a Roma se ne contano tra i 200 e i 250”, spiega Maurizio Pompili, direttore del Servizio per la Prevenzione del Suicidio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Andrea di Roma. L’argomento sarà affrontato in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio che si ricorda il 10 settembre e che lancia il progetto “Lavoriamo insieme per prevenire il suicidio”. La Giornata sarà seguita dal Convegno Internazionale di Suicidologia e Salute Pubblica organizzato per il 13 e 14 settembre dal Servizio per la Prevenzione del Suicidio, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea, Sapienza Università di Roma e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Stando ai dati, coloro che decidono di togliersi la vita sono in maggioranza uomini (il rapporto è di 1 a 3 rispetto alle donne), fra i 45 e i 50 anni, ma i casi si contano anche tra gli adolescenti e gli anziani. Il fenomeno è in aumento negli ultimi anni soprattutto nella fascia di età tra i 24 e i 65 anni per problemi legati alla crisi economica, ed è la seconda causa di morte tra i giovani. Tuttavia la prevenzione è possibile e riguarda tutti – spiegano gli esperti – “informare l’opinione pubblica, aiutare familiari e amici a riconoscere i segnali di allarme, sfatare i falsi miti su chi tenta di compiere un gesto estremo e contrastare lo stigma, consentirebbero di dimezzare il fenomeno. Anche perché la maggioranza di chi ha pensieri suicidi vuole assolutamente vivere”. Insomma, tutti possiamo fare qualcosa per accorgerci dei segnali che arrivano da chi è in difficoltà, per dare incoraggiamento, offrire una parola di supporto e di ascolto e fare così la differenza.


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