Alberto Dortucci

Torre del Greco, un’altra trasformista in maggioranza: gruppo a tre per un posto in giunta

Torre del Greco, un’altra trasformista in maggioranza: gruppo a tre per un posto in giunta

Alberto Dortucci

Torre del Greco. Cosa possono avere in comune l’ex spina nel fianco della maggioranza guidata dal sindaco Ciro Borriello, l’ex politico finito al centro di varie inchieste giudiziarie e dipendente del consorzio Gema a San Giorgio a Cremano, il protagonista del video-scandalo delle elezioni 2018 a Torre del Greco e la pasionaria della Deiulemar compagnia di navigazione processata e assolta per gli scontri con la polizia durante un corteo degli obbligazionisti dell’ex colosso armatoriale? A partire da oggi un gruppo in consiglio comunale.

Perché, a meno di tre mesi dal voto, si chiude il cerchio del piano portato avanti da Salvatore Antifono – braccio destro locale dell’onorevole Antonio Milo – per conquistare, in tandem con il camaleonte Ciro Piccirillo, visibilità e «potere» all’interno della squadra di governo cittadino guidata dal sindaco Giovanni Palomba. Dopo lo scippo-lampo di Simone Gramegna – il figlio del sindacalista Pasquale Gramegna, i cui volantini elettorali furono immortalati nei video-scandalo sul presunto scambio di voti all’esterno della scuola di corso Garibaldi – la strana coppia formata da un poliziotto e da un ex pluri-indagato è riuscita a strappare la «fiducia» della debuttante Carmela Pomposo e a svuotare la civica Insieme per la Città messa in piedi da Alfonso Ascione e Salvatore Vito e capace di eleggere due consiglieri comunali. Appunto, Carmela Pomposo e Simone Gramegna.

Entrambi pronti a utilizzare la lista di Santa Maria la Bruna come un «autobus» per sbarcare a palazzo Baronale. E se il voltafaccia di Simone Gramegna era praticamente annunciato – i 327 voti messi in fila il 10 giugno, di cui una novantina proprio nel seggio della vergogna, erano «marchiati» Salvatore Antifono – il cambio di rotta di Carmela Pomposo è arrivato a sorpresa: «Mi sentivo isolata all’interno della maggioranza e a dispetto della nomina di un mio assessore di riferimento in giunta (l’ingegnere Monica Ascione, ndr) sentivo di non avere voce in capitolo – spiega Carmela Pomposo – Di qui è nata l’idea di costituire un gruppo a tre per avere maggiore “potere” in consiglio comunale. Ho riflettuto a lungo su questa decisione e ringrazio Alfonso Ascione per la disponibilità a raccogliere la mia candidatura all’interno di Insieme per la città: non voglio ferire nessuno, ma il mio obiettivo principale resta la tutela dei cittadini. E mi sono resa conto di non avere, da sola, la possibilità di portare avanti le mie battaglie».

Di qui, il secondo caso di trasformismo a palazzo Baronale in meno di tre mesi. A chiacchiere finalizzato al «bene della città», in sostanza diretto a conquistare un posto al sole dell’esecutivo cittadino. A danno proprio di Monica Ascione, scaricata dalla pasionaria della Deiulemar compagnia di navigazione «per avere più voce in capitolo».