Esplosione in via don Minzoni, l’europarlamentare Cozzolino: «A Napoli è emergenza abitativa»

Esplosione in via don Minzoni, l’europarlamentare Cozzolino: «A Napoli è emergenza abitativa»

Napoli. «A Napoli siamo di fronte a un’autentica emergenza abitativa, di ordine qualitativo e quantitativo». L’esplosione di via don Minzoni che ha causato la morte di una donna e il ferimento dei suoi due figli «è un episodio gravissimo e sintomatico del degrado che affligge larghe porzioni del capoluogo». L’eurodeputato campano Andrea Cozzolino chiede al Comune di impegnarsi in un «grande piano per la riqualificazione del centro storico dove la qualità delle abitazioni è ancora troppo spesso al di sotto della soglia di decenza. Gli abitanti e i cittadini di Napoli hanno il diritto di vivere in case sicure sotto l’aspetto strutturale e dei servizi. Gli strumenti per finanziare i progetti ci sono, sia a livello italiano che europeo. Per intercettarli sarebbe sufficiente che l’attuale amministrazione comunale aprisse tavoli di dialogo e di lavoro con i soggetti erogatori cercando di garantire tempi e modalità concrete. Purtroppo invece assistiamo a quotidiane lamentazioni del tutto sterili al fine di risolvere i complessi problemi della città». Discorso simile vale per la necessità di reperire alloggi. «Oggi a Napoli una famiglia su trecento vive l’incubo dello sfratto», dice l’europarlamentare. «Il Comune però ha bloccato le graduatorie per l’assegnazione delle case alle famiglie a basso reddito, i fondi a sostegno delle politiche di contrasto del disagio sociale e gli strumenti di controllo del fenomeno. La conseguenza è l’aumento delle famiglie che occupano abusivamente alloggi e l’aumento del numero costrette a vivere per strada, sulle carrozze ferroviarie dismesse e in luoghi di fortuna. Ricordo che il dato degli sfratti a Napoli è di gran lunga superiore alla media nazionale. In Italia si registra uno sfratto ogni 419 famiglie, in Campania uno ogni 378». I presupposti «per intervenire con la massima urgenza ci sono tutti», conclude Cozzolino. «Manca solo la volontà politica».