Migranti-Sicurezza, dopo il rinvio ecco il decreto unico. Salvini nega contrasti sul testo

Migranti-Sicurezza, dopo il rinvio ecco il decreto unico. Salvini nega contrasti sul testo

Roma  – Un unico decreto legge che accorpa i due precedenti testi separati su Immigrazione e Sicurezza sarà portato lunedì in Consiglio dei ministri da Matteo Salvini, dopo il rinvio della riunione di ieri. “Non ci sono cambiamenti di sostanza, ma solo formali”, per “rispondere pienamente ai requisiti di necessità e urgenza”, assicurano dal Viminale, sottolineando che l’unificazione faciliterà l’iter parlamentare del provvedimento. Sia Salvini che il vicepremier Luigi Di Maio negano contrasti, ma sui testi c’è stato un lungo confronto all’interno della maggioranza e con lo stesso premier Giuseppe Conte per trovare una formulazione che tenesse insieme la linea dura voluta dal ministro dell’Interno e le preoccupazioni sulla compressione dei diritti avanzate da alcuni settori dei Cinquestelle. Nonchè l’esigenza che le norme non incorrano nei rilievi del Quirinale. In proposito, circola voce in ambienti parlamentari che il ministro dell’Interno avrebbe dato indicazione di non inviare per una presa di visione agli uffici legislativi del Colle – come si usa fare – le bozze dei testi prima che approdino al Cdm, riservandosi di mandare il testo definitivo approvato. Il Quirinale, sono sicuri negli stessi ambienti, esaminerà come sempre con attenzione il testo varato in Consiglio dei ministri per vagliare eventuali profili che non corrisponderebbero ai dettami costituzionali. In queste ore gli uffici legislativi del Viminale – in concerto con quelli della Giustizia e di Palazzo Chigi – stanno lavorando per smontare i due testi precedenti (una cinquantina gli articoli complessivamente delle bozze circolate) e riunirli in un unico dl. Fine settimana complicato, dunque, per i tecnici che devono portare in Consiglio un provvedimento coerente. La decisione in mattinata durante un vertice a Palazzo Chigi con Conte. “Abbiamo limato gli ultimi dettagli, solo correzioni tecniche. Nessun problema con i Cinque Stelle”, assicura Salvini. Gli fa eco Di Maio che garantisce sostegno al decreto: “lo voteremo. Poi, tutto è migliorabile: è stato migliorato il mio decreto dignità in Parlamento e allo stesso modo miglioreremo il decreto immigrazione in Parlamento”. In un calendario parlamentare congestionato dalla manovra finanziaria, aver ridotto ad uno il dl renderà sicuramente più semplice approvarlo nei sessanta giorni previsti. “E’ un decreto con una chiara impronta del ‘prima gli italiani’.Per i migranti furbetti, che non scappano da guerre o carestie, sarà più difficile ottenere il permesso di soggiorno e restare in Italia”, ha sintetizzato Salvini, parlando del dl. Che contiene infatti una decisa stretta sull’asilo, eliminando di fatto la protezione umanitaria (ci saranno permessi speciali per ragioni di salute, calamità naturali e meriti civili) ed ampliando il numero di reati che portano alla revoca del permesso di rifugiato: si va dalla violenza sessuale alla rapina, dalla resistenza a pubblico ufficiale al traffico di droga. Prevista inoltre l’esclusione del gratuito patrocinio nei casi in cui il ricorso contro il diniego della protezione è dichiarato improcedibile o inammissibile. Il decreto riserva inoltre esclusivamente ai titolari di protezione internazionale nonché ai minori stranieri non accompagnati i progetti di integrazione ed inclusione sociale. I richiedenti asilo troveranno invece accoglienza solo nei centri ad essi dedicati (i Cara). Per facilitare le espulsioni dei migranti irregolari ci sarà poi il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per i rimpatri: da 3 a 6 mesi. Nonchè procedure più veloci per costruire nuovi Centri. Stretta anche sulla cittadinanza, ed è uno dei punti più controversi: verrà revocata per reati con finalità di terrorismo e c’è il raddoppio dei tempi (da 2 a 4 anni) per la concessione della cittadinanza per matrimonio e per residenza. Si indebolisce inoltre il sistema Sprar (tra le proteste dell’Anci) e si riservano esclusivamente ai titolari di protezione ed ai minori non accompagnati i progetti di integrazione ed inclusione sociale. Sul fronte sicurezza, il dl contempla una stretta sul noleggio dei furgoni che potrebbero essere usati in attentati terroristici, estensione del daspo urbano in aree quali presidi sanitari, mercati e fiere, taser anche alla polizia municipale, potenziamento dell’Agenzia per i beni sequestrati alle mafie ed inasprimento delle sanzioni per chi occupa edifici.


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