Torre Annunziata. Arresti alla Provolera. ‘Mozzarelle’, ‘pizza piccola’: il codice cifrato per ordinare la coca

Torre Annunziata. Arresti alla Provolera. ‘Mozzarelle’, ‘pizza piccola’: il codice cifrato per ordinare la coca

“Cuginetto piccolo”, “Maria vestita di verde”, le “mozzarelle”, “quattro cinque cosarelle da dieci euro”, una “semplice giocata di bolletta”. E poi “pezzo nel paniere”, “caramelle”, “unico pietrone”, “melanzane”, la “pizza piccola”. I nuovi signori della droga, fra loro anche le nove “quote rosa” che secondo i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata a vario titolo detenevano stupefacenti o gestivano lo spaccio nella popolare piazza del rione Provolera, hanno paura. E’ per questo che per i loro affari illeciti usano un vero e proprio linguaggio in codice: simboli, metafore, espressioni prese a prestito dal dialetto della zona sud. Istruzioni, ammiccamenti, mezze frasi, una sorta di “detto, non detto” che fosse facilmente comprensibile da clienti e pusher, ingannasse le forze dell’ordine. E’ così che un grammo di coca diventa “uno intero per dentro al naso”. L’erba da smerciare anche sotto casa, talvolta, si “trasforma” quasi per incanto nella “pasta da scendere”, un semplice “completino”. “Dieci caramelle” sono la dose da dieci euro di “Maria”. Non soltanto “erba” o “fumo”, anche amnesia. La “pizza grande”, invece, è affare ben più ricco. Lo scopo dei presunti signori della droga e delle “quote rosa” al Provolera è però fallito. Perchè i carabinieri sono andati fino in fondo, intercettando centinaia di conversazioni telefoniche, dall’8 marzo 2017 fino all’ultima, è il 17 giugno dello stesso anno. Certosina l’attività d’indagine, che ha così permesso agli investigatori di decifrare il nuovissimo linguaggio della droga a Torre Annunziata. Linguaggio che serviva a regolare in modo rigido tutte le fasi dello spaccio: dalle trattative alla consegna, passando inoltre per la segnalazione dei pericoli, degli “sbirri” avvistati all’orizzonte negli stretti vicoli dei quartieri del degrado. “Panino”, “detersivo”, “cassa di alici”. Altri escamotage, sintomi della paura, della prudenza che non è mai troppa, dell’allerta sempre al massimo, pronta a scattare. E’ per questo che, oltre a schede telefoniche fittizie, i signori della droga, per l’ok all’affare, usano pure Facebook, WhatsApp, Messenger. Tutto inutile. Scacco matto anche allo spaccio una versione del tutto 2.0.

Salvatore Piro


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