Toghe sporche a Scafati. Fecero sparire agende e prove: in due nei guai

Toghe sporche a Scafati. Fecero sparire agende e prove: in due nei guai

Il nome di Rosaria Giorgio non è un nome qualunque. La sua famiglia rientra tra quelle molto note a Scafati. Collaboratrice dello studio di Iannello, finita nella maxi inchiesta delle Fiamme Gialle con un carico di accuse importanti. Il giudice Iannello, che continuava la sua attività di avvocato, si fidava di lei. E non poco. Lo si evince dal rapporto che i due avevano. In una circostanza, registrata dalle videocamere della Finanza, il giudice la convoca nello studio insieme ad un’altra collaboratrice fidata, CarmelaCoppola. Quest’ultima viene invitata da Iannello a nascondere il denaro che la toga estrae da alcuni libri dove aveva nascosto il denaro: trentamila euro in contanti, frutto, con molta probabilità, delle richieste illecite. Poi l’invito alla Coppola di «ripulire lo studio» eliminando ogni prova che attestasse la gestione illecita della sua attività. Iannello teme una perquisizione, sopratutto dopo la notifica dell’avviso della proroga delle indagini.

Giovanna Salvati


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