Alberto Dortucci

Torre del Greco, medici in fuga dall’ospedale Maresca: reparti a rischio chiusura

Torre del Greco, medici in fuga dall’ospedale Maresca: reparti a rischio chiusura

Alberto Dortucci

Torre del Greco. Si annuncia un autunno particolarmente caldo per l’ospedale Agostino Maresca, fino a oggi «sopravvissuto» alla scure dei tagli annunciati dalla Regione Campania già a partire dal 2011. Un brusco ridimensionamento frenato grazie alle battaglie promosse dagli attivisti del diritto alla salute pubblica all’ombra del Vesuvio e all’impegno portato avanti da diversi politici del territorio, pronti a coinvolgere direttamente il governatore Vincenzo De Luca e a mettere in campo una serie di iniziative per mantenere «viva» la struttura sanitaria di via Montedoro. Ma l’apertura dell’ospedale del Mare – il pronto soccorso è stato inaugurato a metà settembre – potrebbe avere «drammatiche» conseguenze per il nosocomio di Torre del Greco.

La corsa ai licenziamenti

Perché la condizione di «eterni precari» provocata dallo spettro della trasformazione dell’ospedale Agostino Maresca in un centro di riabilitazione e lungodegenza avrebbe innescato la grande fuga di medici e infermieri, diretti in larga parte proprio all’ospedale del Mare. La prima criticità si potrebbe registrare già la prossima settimana, quando il reparto di radiologia sarà praticamente svuotato. In quattro – tutti vincitori di concorsi pubblici in varie aziende sanitarie locali – hanno, infatti, presentato le dimissioni per andare in una diversa struttura sanitaria: un trasferimento mascherato, in grado di mandare praticamente in tilt il reparto di radiologia dell’ospedale Agostino Maresca, fino a oggi aperto solo dalle 8 alle 20 per mancanza di personale. «A partire dalla prossima settimana – fanno sapere dal nosocomio di via Montedoro – non solo sarà complicato garantire la copertura dei turni a Torre del Greco, ma lo stesso ospedale Sant’Anna e Madonna della Neve di Boscotrecase potrebbe andare in difficoltà». Per tamponare l’emergenza, l’Asl Napoli 3 Sud avrebbe pensato a un avviso pubblico della durata di sei mesi: certamente non un’ipotesi stimolante per i professionisti del settore, ma – in ogni caso – un tentativo per provare a limitare al massimo i disagi provocati dalla «desertificazione» del reparto di radiologia.

Criticità al pronto soccorso

Sempre entro fine ottobre si potrebbero registrare nuove criticità al pronto soccorso, già finito in passato al centro di polemiche e proteste per le note carenze d’organico. Un’emergenza perenne destinata a essere aggravata dall’imminente addio dell’attuale responsabile della divisione, prima attesa da un intervento chirurgico e poi dal pensionamento. Una nuova mazzata, destinata a pesare come un macigno sulle normali attività del pronto soccorso dell’ospedale Agostino Maresca, sempre in attesa di un adeguato servizio di cardiologia. A dispetto delle rassicurazioni arrivate in varie occasioni, infatti, le diagnosi vengono formulate via fax in collegamento con il reparto di unità di terapia intensiva coronarica dell’ospedale Sant’Anna e Madonna della Neve di Boscotrecase. Con inevitabili rischia sia per i pazienti sia per gli operatori sanitari di entrambi i nosocomi.

La rivoluzione del 2019

A partire dal primo gennaio 2019, poi, tutti i casi da codice rosso e gli incidenti gravi saranno «dirottati» direttamente al moderno ospedale del Mare. E l’esistenza stessa dell’ospedale Agostino Maresca – a oggi nosocomio di riferimento di Torre del Greco, Ercolano e Portici – potrebbe essere messa in discussione. Un rischio evidentemente «calcolato» da vari medici e infermieri, pronti a dare il via alla grande fuga  in grado di allungare nuove pericolose ombre sul futuro della struttura sanitaria di Torre del Greco. Dove, a dispetto delle promesse, vari reparti restano a rischio chiusura.