Omicidio Perinelli: post della sorella su Facebook, chi gli voleva bene testimoni

Omicidio Perinelli: post della sorella su Facebook, chi gli voleva bene testimoni

Napoli – “Io non piango, COMBATTO! Non chiedo pietà, dispiacere, tenerezza, compassione, non ne ho bisogno! chiedo solo a chiunque volesse bene a mio fratello di aiutarmi a testimoniare e tutelare anche solo con la vostra presenza”. Inizia così il post di Francesca Perinelli, sorella di Raffaele, detto Lello, ucciso con una coltellata al petto, sabato scorso, davanti un circolo di via Janfolla, a Napoli. A sferrare il colpo mortale è stato Alfredo Galasso, 31 anni, reo confesso, attualmente detenuto con l’accusa di omicidio volontario e in attesa di essere ascoltato dal gip nell’udienza di convalida del fermo, notificatogli nella caserma dei carabinieri di Casoria dove si è costituto la notte tra sabato e domenica, accompagnato dal suo avvocato, Rocco Maria Spina. Nel commovente messaggio Francesca chiede giustizia per il fratello ma anche “per “tutti gli altri ragazzi che muoiono ingiustamente! Io Non mi arrenderò MAI smuoverò il mondo e lotterò a costo della mia stessa vita!”. Francesca Perinelli, sorella di Raffaele, detto Lello, il 21enne ucciso con una coltellata al petto, sabato scorso, davanti un circolo di via Janfolla, a Napoli, ha anche inviato una lettera ai giudici in cui chiede giustizia. Secondo quanto riportato dal Mattino e altri media, la giovane, spera che le sue parole giungano al cuore dei giudici: “…Lello è stato ucciso e io e la mia famiglia siamo morti con lui. Se vi chiediamo di essere severi con chi ha ucciso Lello non è per vendetta ma è perché crediamo e vogliamo continuare a credere nella Giustizia, quella con la G maiuscola e non quella delle leggi fredde e dei cavilli inutili…”.    “La nostra famiglia non naviga nell’oro e per Lello sarebbe stato facile percorrere strade in discesa fuori dalla legalità – spiega Francesca – ma lui aveva scelto strade in salita e su quelle strade correva come correva sui suoi campi di calcio dimostrando a se stesso e agli altri che anche a Milano, anche a Napoli, i ragazzi che scelgono la legalità possono farcela. Ecco perché vi chiediamo Giustizia…”.


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