Truffa incidenti stradali, risarcivano anche le cadute in casa

Truffa incidenti stradali, risarcivano anche le cadute in casa

Torre Annunziata – Se ti rompevi un braccio cadendo nella vasca da bagno, oppure se avevi graffiato la vettura parcheggiandola nel box, potevi avvalerti dei servigi di un gruppo di raffinati truffatori che con la loro capillare rete di competenze ti faceva avere un rimborso dalla compagnia assicurativa simulando un falso incidente. Lo ha scoperto la guardia di finanza di Torre Annunziata che oggi ha notificato 14 misure cautelari ad altrettante persone tra cui figurano anche due finanzieri e un avvocato. I finanzieri, nel corso delle indagini, hanno individuato una quarantina di truffe, e quantificato rimborsi illeciti per diverse centinaia di migliaia di euro. Il gruppo di truffatori che organizzava i falsi incidenti era capeggiato da Salvatore Verde, già finito in carcere con l’accusa di avere corrotto un giudice di pace. Si era organizzato con diversi ”agenti” sparsi sul territorio che avevano il compito di procacciare gli ”affari”. Erano loro che seguivano l’istruttoria per ottenere illecitamente i risarcimenti dalle assicurazioni e a reperire la clientela interessata a compiere la truffa, che metteva a disposizione le loro vetture, perfettamente integre, che venivano portate in tre carrozzerie, a Boscoreale e Scafati, dove parafanghi, paraurti, fari e componenti vari ma integri venivano sostituiti con altri danneggiati. La sostituzione veniva eseguita poco prima della perizia. Una vettura è stata trovata già pronta per la sostituzione dei pezzi anche stamattina, durante le perquisizioni in una delle autocarrozzerie. Nel frattempo la compagnia assicurativa veniva informata della località dove la vettura ”incidentata” era in sosta. Le località venivano scelte con un particolare criterio: il luogo più vicino possibile alla zona di competenza di un perito compiacente a cui la compagnia assegnava l’incarico. Dopo la perizia la vettura tornava nella carrozzeria, dove venivano rimontati i componenti non danneggiati. Il criterio di ripartizione e risarcimento prevedeva una divisione fifty-fifty tra cliente e organizzazione. Al carrozziere venivano corrisposti circa 150-200 euro ogni volta. Se sulla vettura l’assicurazione aveva montato un localizzatore gps, la cosiddetta ”scatola nera”, subentravano i falsi testimoni dell’incidente mai avvenuto. In questo caso, infatti, in presenza di un testimone, le compagnie assicurative possono anche evitare di controllare la ”scatola nera”. La banda di truffatori inoltre riusciva anche a farsi rimborsare danni fisici che i ”clienti” si erano procurati accidentalmente oppure danni alle vetture provocati per imperizia nella guida.  Nel corso delle indagini è emersa ”anche la condotta favoreggiatrice – spiega il procuratore di Torre Annunziata,  Alessandro Pennasilico – a beneficio di Salvatore Verde, posta in essere da due finanzieri e dall’avvocato Ivo Varcaccio Garofalo, già sottoposto a misura cautelare custodiale nell’ambito del procedimento penale della Procura della Repubblica di Roma”


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