Teatro: a Napoli il ritorno di ‘Masaniello’ al Sannazaro 

Teatro: a Napoli il ritorno di ‘Masaniello’ al Sannazaro 

Napoli  – Torna il scena lo storico ‘Masaniello’ di Elvio Porta e Armando Pugliese, scelto per il debutto di stagione della Compagnia Luisa Conte diretta da Lara Sansone, in prima assoluta al Teatro Sannazaro di Napoli il 19 ottobre alle 21 (repliche fino a domenica 4 novembre ore 18.00). In scena nel cast Carmine Recano, Lara Sansone, che firma la regia, Salvatore Striano, Antonello Cossia, Leopoldo Mastelloni, Ingrid Sansone. Le musiche sono di Antonio Sinagra. “La scelta di questo spettacolo – dice Lara Sansone – nel primo anno in cui abbiamo ricevuto dal ministero per i Beni e le Attività Culturali quale Centro di Produzione Teatrale, entrando così a far parte di un novero di realtà artistiche molto ristretto a livello nazionale, non è casuale. Nel 1974 il ‘Masaniello’ di Porta e Pugliese fu uno spettacolo rivoluzionario che, strutturato in modo particolarissimo, abolì ogni separazione fra protagonisti recitanti e interlocutori spettatori”. I fatti raccontati sono quelli del 7 luglio 1647, quando il popolo napoletano, già esasperato per l’eccessivo carico di tasse applicate dal viceré, insorse in Piazza del Mercato contro l’aumento del prezzo della frutta. Gruppi di “lazzaroni”, guidati da Masaniello, invasero la Reggia, devastarono gli uffici daziari bruciandone i registri e aprirono le carceri. L’ira popolare si abbatté contro nobili e borghesi e furono commessi ogni sorta di delitti; per i rivoltosi, riuniti in un Comitato Rivoluzionario che si insediò nella Chiesa del Carmine, il re impersonava ancora la giustizia e i ricchi l’arbitrio. Masaniello, consigliato dall’abate Giulio Genoino, spinse così il viceré a concedere a Napoli una costituzione popolare ispirata ai capitoli di Carlo V. Masaniello cadde poi vittima dell’inganno. “Legati – spiega lo storico Guido D’Agostino – ad uno dei più clamorosi eventi di quella fatidica temperie di metà Seicento in tutta Europa, Masaniello e la rivolta popolare che da lui prende nome sono entrati e restano presenti nella storia della città e del suo popolo come probabilmente non è accaduto per nessun altro episodio e nessuna altra figura, insediandosi stabilmente nella tradizione e nell’immaginario collettivo della ‘nazione’ napoletana”


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