Truffe assicurative a Napoli, 49 misure cautelari. Coinvolti 18 avvocati di Napoli e provincia

Truffe assicurative a Napoli, 49 misure cautelari. Coinvolti 18 avvocati di Napoli e provincia

Napoli  – La polizia municipale di Napoli ha notificato 49 misure cautelari nell’ambito di una indagine che ha fatto luce su un sistema di truffe ai danni delle compagnie assicurative. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Napoli, ha fatto emergere il coinvolgimento di 18 avvocati a cui sono state notificate diversi provvedimenti. Dalle indagini è anche emerso che la banda di truffatori reclutava I falsi testimoni prevalentemente nel quartier di Fuorigrotta. Trovata anche, durante le perquisizioni, una pistola con a matricola cancellata. I 18 avvocati coinvolti a Napoli nella truffa alle assicurazioni sono tutti agli arresti domiciliari. Provvedimenti emessi dal gip su richiesta dalla Procura, ed eseguiti dalla Polizia Municipale. L’individuazione degli avvocati coinvolti nella maxi truffa è avvenuta anche grazie alla collaborazione dell’Ordine degli Avvocati di Napoli. Tutti i legali coinvolti sono residenti tra Napoli e provincia. Negli studi la polizia Municipale ha eseguito delle perquisizioni e acquisito materiale utile al prosieguo delle indagini. L’inchiesta è scaturita dalla denuncia presentata proprio dall’Ordine degli Avvocati che ha collaborato con gli inquirenti per individuare le “mele marce”. I domiciliari sono stati disposti per Marco Anzisi, residente nel quartiere San Ferdinando  di Napoli; Nicola Bellanca, residente a Pozzuoli; Maria Francesco Casillo, residente a Terzigno; Massimo Colamarino, residente a San Gennaro Vesuviano; Luca Cerino, residente nel quartiere di Chiaiano di Napoli; Claudio De Felice, residente nel quartiere Vomero di Napoli; Carmela De Martino, residente nel quartiere Bagnoli di Napoli; Antonio Guerriero, residente a Portici ; Anna Laurenza, residente a San Giorgio a Cremano; Giuseppe Maravolo, residente nella zona del rione Sant’Erasmo di Napoli; Vittoria Marietti, residente nel quariere Fuorigrotta di Napoli; Sergio Morra, residente nel quartiere Materdei di Napoli; Caterina Orrico, residente nella zona Miano di Napoli; Nicola Pollasto, residente a Scampia; Alessandro Saulino, residente a San Giorgio a Cremano; Alberto Carlo Sirico, residente nel quartiere Posillipo di Napoli; Gabriele Telese e Lucia Velleca, entrambi residenti nel quartiere Vomero di Napoli.    Gli arresti in carcere riguardano gli organizzatori della truffa (Umberto Cocozza, 27 anni; Vincenzo Cocozza, 46 anni; Raffaele Cardamone, 48 anni; Antonio Cardone, 38 anni; Ciro Cipolletta, 49 anni; Salvatore Di Vicino, 59 anni; Marco Megna 27 anni) mentre nei confronti di altre 24 persone sono state invece sottoposte, a seconda della posizione, a misure di obbligo di dimora nel comune di residenza e contestuale obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: questo gruppo di indagati è rappresentato dall’esercito dei falsi testimoni.

Risarcimenti su conti correnti maltesi

Figurano anche due cittadini maltesi tra i destinatari delle misure cautelari emesse oggi nell’ambito di una indagine della Polizia Municipale di Napoli su una maxi truffa alle compagnie assicurative attraverso falsi incidenti stradali. La banda di truffatori, composta anche da avvocati (18 in tutto a cui sono stati notificati gli arresti domiciliari) riscuoteva i risarcimenti assicurativi, sotto forma di bonifici e assegni bancari, anche grazie alla compiacenza di due maltesi, mediante versamenti su conti correnti esteri, collegati a società riconducibili all’organizzazione di truffatori. L’autorità giudiziaria, infatti, contesta agli indagati l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, la falsa testimonianza il riciclaggio e l’aggravante della transnazionalità.

 

Maurizio Bianco, presidente degli Avvocati: giornata nera

Per Maurizio Bianco, presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, in riferimento all’operazione sui falsi incidenti “oggi è una giornata amara per l’Avvocatura napoletana. L’avvocato, per la delicata funzione che svolge, deve essere e deve apparire immune anche solo dalla tentazione di seguire percorsi illeciti motivati dall’interesse personale. Gli arresti di oggi sono l’occasione per affermare che gli avvocati, primi tra tutti, chiedono a granvoce che si faccia pulizia al proprio interno e noi dobbiamo fare la nostra parte. Nel pieno rispetto delle garanzie e della convinta presunzione d’innocenza, il quadro che si è presentato agli occhi dei consiglieri delegati (Scarpa, Zanchini, Cricrì, Criscuolo, Napolitano, Salvati, Sorge e Armiero) che hanno partecipato alle perquisizioni è apparso da subito sconfortante e sarà immediatamente sottoposto alla valutazione del Consiglio distrettuale di disciplina per eventuali provvedimenti”. “Chiedo allora che si proceda con rigore ma, al tempo stesso, con celerità per garantire agli avvocati sottoposti a misura cautelare una difesa nelle sedi giudiziarie ma soprattutto perché non sia intaccata l’immagine di una categoria sana evitale come l’Avvocatura napoletana”, conclude Bianco.


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