Magistrati con la stampa: “Un presidio di libertà”

Magistrati con la stampa: “Un presidio di libertà”

La decisione di abolire i finanziamenti pubblici alla stampa locale non è solo una battaglia dei giornalisti. Ma anche delle istituzioni. Di chi ogni giorno combatte in trincea per la giustizia, in un territorio stretto ancora nella morsa della camorra e del malaffare. Giustizia e verità sono due sinonimi “scomodi” in questo fazzoletto di terra. E anche per questo vanno difesi con le unghie e con i denti.«Ai giornalisti colpiti da questa decisione annunciata dal Governo va tutta la mia solidarietà», afferma Ernesto Aghina, presidente del tribunale di Torre Annunziata, mentre stringe tra le mani una copia di Metropolis, dopo aver letto l’editoriale del direttore Raffaele Schettino.Informazione e giustizia, dopotutto, sono due facce di una stessa medaglia. Due pezzi di un mondo dove ogni giorno si combatte per un unico obiettivo: la verità. Quella sepolta e che nessuno vuole vedere. Quella scomoda che in tanti vorrebbero insabbiare. Quella triste, brutta e violenta che però aiuta a crescere, a rendere più forte una comunità, a creare coscienza e memoria.«Dovete fare fronte comune l’invito rivolto a tutti gli organi di stampa dal presidente del tribunale di Torre Annunziata – Serve un grido corale da parte di tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda. E’ evidente che testate giornalistiche come Metropolis rappresentano un presidio di informazione ineludibile per questo territorio. Avere un’informazione quotidiana e ampia da questi territori rappresenta un ausilio di conoscenza unico e fondamentale, sia per i cittadini che per gli organi di giustizia». Chiudere i giornali – il taglio ai finanziamenti per l’editoria è un colpo mortale alle cooperative senza scopi di lucro e un assist ai grandi gruppi editoriali – rappresenterebbe un attacco durissimo alla libertà di stampa. Soprattutto all’ombra del Vesuvio. «Se si chiudono i giornali locali ne pagheremo tutti le conseguenze – l’amara considerazione di Ernesto Aghina – Auspico vivamente che ciò non accada mai. Spero che all’annuncio del sottosegretario Vito Crimi non facciano seguito azioni concrete. Confido in una retromarcia da parte del Governo su un tema così importante e delicato».Qualche piano più in giù, negli uffici del tribunale, cambiano gli arredi, ma il pensiero è sempre lo stesso. A parlare, stavolta, è il capo della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Alessandro Pennasilico. Il magistrato in trincea che ogni giorno imbastisce e coordina le inchieste che hanno svelato e distrutto le trame occulte del malaffare e del crimine organizzato. Da Torre Annunziata a Castellammare, passando per Pompei, Torre del Greco. «I tagli dei fondi alla stampa rappresentano sicuramente un provvedimento preoccupante – afferma Pennasilico – Togliere spazio ai giornali del territorio vuol dire togliere al lettore l’opportunità di accedere a notizie che non arrivano ai giornali più ricchi e grandi.Una scelta che rappresenta un depauperamento della possibilità di informarsi. Così si riduce il confronto, si riduce la scelta».Giustizia e informazione. Due parole, due concetti da difendere con le unghie e con i denti.Specie in questa terra bella e maledetta dove la verità è forse l’unica arma per cambiare davvero le cose.

 

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