Gaetano Cimmino: Credo che siamo di fronte ad una deriva furiosa. Da sempre il M5S attribuisce a giornali il ruolo di “casta”

Gaetano Cimmino: Credo che siamo di fronte ad una deriva furiosa. Da sempre il M5S  attribuisce a giornali il ruolo di “casta”

IN TRINCEA PER LA LIBERTÀ  – Un vero e proprio attacco alla democrazia così come la conosciamo: mi attiverò affinché baluardi rappresentati dalla stampa libera e sana non vengano toccati, anche scrivendo ai nostri parlamentari di riferimento. Sin dal primo momento della mia amministrazione ho dato grande risalto alla tematica del giornalismo e all’importanza di un’informazione coraggiosa e scevra da ogni condizionamento, riportando a Castellammare di Stabia la Mehari del cronista ucciso dalla camorra Giancarlo Siani e partecipando a Vico Equense all’intitolazione di una piazza dedicata allo stesso giornalista. L’allarme lanciato dal quotidiano Metropolis e dal suo direttore Raffaele Schettino, con cui ho più volte avuto dialoghi e confronti cordiali, deve rappresentare per tutti un invito ad una seria riflessione. Il rischio, per realtà radicate ed importanti come Metropolis, di vedersi tagliare i contributi all’editoria è preoccupante e non va sottovalutato. Schettino ha utilizzato parole forti, dedicando all’argomento ben due pagine oltre la prima. Arrivare a tagliare, entro due anni, i contributi per le cooperative giornalistiche che anche in tal modo si sostengono e finanziano il proprio lavoro, è rischioso e molto poco lungimirante. Credo che siamo di fronte ad una deriva furiosa. Da sempre il Movimento 5 Stelle attribuisce a giornali e giornalisti il ruolo di “casta”, corresponsabile quindi della profonda crisi in cui il Paese è caduto negli ultimi anni. Bene internet, bene la tecnologia e la velocità, ma non bisogna mai dimenticare chi lavora seriamente in un settore martorizzato soprattutto nell’ultimo decennio. Senza entrare nel merito di una questione complicatissima e dai risvolti sociali e culturali ancora da definire, ciò che possiamo fare è analizzare la situazione a livello locale. Il pluralismo dell’informazione a Napoli e provincia così come in altre zone d’Italia considerate “difficili” dev’essere inteso come una risorsa, una ricchezza. Il direttore Schettino ha elencato nel suo articolo una serie di episodi che hanno visto la sua testata protagonista negli ultimi anni. Credo che abbia centrato la questione. La stampa a livello locale ha avuto e deve continuare ad avere un ruolo di garante, di cane da guardia del potere, altro che casta. Istituzioni e gruppi politici non devono temere queste peculiarità, bensì devono contribuire affinché l’imparzialità, la trasparenza e l’indipendenza restino punti fermi della “nostra” stampa. È così che le stesse istituzioni e gli stessi politici onesti e trasparenti trovano nel giornalismo un alleato insostituibile: pronto ad elogiare l’azione volta allo sviluppo dei territori; pronto a segnalare, criticare, raccontare le cose che non vanno. Di conseguenza, abbiamo l’opportunità di intervenire. I contributi all’editoria che sostengono queste realtà non vanno tagliati nella maniera più assoluta. Mi auguro che l’azione politica nazionale faccia un passo indietro e si muova affinché la stampa locale resti in vita sempre.


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