Il diario dei cronisti di Metropolis «Caro Di Maio, venga nella nostra trincea»

Il diario dei cronisti di Metropolis «Caro Di Maio, venga nella nostra trincea»

Il diario dei cronisti di Metropolis – Mi chiamo Teresa Palmese, sono laureata in Filologia Moderna e tra una settimana soffierò su 26 candeline. Rappresento con orgoglio il volto più giovane della redazione di Metropolis. Ogni giorno percorro 50 chilometri tra casa e lavoro, rispondo presente a una chiamata che è più di una vocazione, perché raccontare la verità è un obbligo, un dovere, soprattutto per una giovane cronista convinta che il bene possa vincere sul male. Lo credo anche ora, mentre mi emoziono a scrivere queste poche righe. Provo a convincermi che i tagli all’editoria siano un brutto sogno, che la cultura avrà un posto di privilegio nella formazione dei giovani. Per i grillini faccio parte “dei poteri forti da spazzare via”, della “casta”, parola di cui, permettetemi di dire, ho contezza esclusivamente dai libri di storia. Ene vado fiera. Sapetequal è il complimento che porterò per sempre nel cuore? Quello di un lettore. Ero in consiglio comunale, si avvicinò e mi disse: “Ero sicuro fosse lei la giornalista di Metropolis, solo una donna giovane e pura, libera da condizionamenti può scrivere così”. Abbinò a me la parola purezza, e la considerai rivolta a tutti i colleghi.Per magia, tutti i sacrifici, come tornare a casa e non riuscire a incrociare lo sguardo di un genitore o del mio fidanzato, furono cancellati. Caro Di Maio, venga in redazione e tocchi con mano la vita di trincea.


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