Castellammare. Tracollo Pd, da 800 a 80 tessere in un solo anno

Castellammare. Tracollo Pd, da 800 a 80 tessere in un solo anno

Il Partito Democratico di Castellammare di Stabia riparte da 80 iscritti. Queste le tessere sottoscritte dai dem per il 2018, appena il 10% rispetto a quelle dell’anno precedente. Numeri che certificano anche a livello locale la crisi di un partito punito prima dal voto politico del 4 marzo e poi da quello delle amministrative di giugno.Sembrano lontani i tempi in cui il circolo di Castellammare veniva considerato un tesserificio, tanto balzare alle cronache nazionali, e i capibastone locali si facevano la guerra per conquistare la leadership sul territorio. Eppure si parla di meno di 12 mesi fa. La fotografia della situazione stabiese d’altronde non è null’altro che la copia di quanto accade a livello nazionale, dove a distanza di mesi dalla tremenda batosta elettorale ancora i dem non sono riusciti a trovare una linea comune per tentare una complicata risalita.La crisi profonda che ha travolto il Pd a livello nazionale ha avuto ripercussioni anche su Castellammare, circolo che aveva difficoltà addirittura quando i dem viaggiavano a vele spiegate e Renzi li trascinava al 40% delle Europee. Se è vero che Castellammare ha sempre rappresentato un laboratorio politico, già allora si poteva comprendere a cosa sarebbe andato incontro il Pd anche a livello nazionale. Senza guida per tre anni, dopo la sfiducia a Vittorio Cambri (voluto dall’allora sindaco Nicola Cuomo), solo nel 2018 i dem riuscirono a eleggere il nuovo segretario Nicola Corrado che cominciò a entrare subito in conflitto con il primo cittadino Antonio Pannullo, voluto dal rivale Francesco Iovino come candidato del centrosinistra nel 2016. La caduta dell’amministrazione Pannullo ha rappresentato, forse, la pietra tombale sul Partito Democratico. Il tentativo di Nicola Corrado e dei vertici provinciali e regionali del partito di aprire il fronte sostenendo la candidatura di uno storico esponente di centrodestra come Massimo De Angelis non s’è rivelata vincente. Ma dopo il risultato del 4 marzo, oggettivamente, sarebbe stata una mission impossibile per chiunque. Chiusa l’esperienza Corrado alla guida del partito, il Pd però non è stato capace di riorganizzarsi e attualmente può contare solo sulla presenza di bandiera di Francesco Iovino in consiglio comunale. Troppo poco per chi ha avuto la possibilità di governare la città prima nel 2013 e poi nel 2016 e non è riuscito ad arrivare in fondo al mandato per aspettarsi qualcosa in più delle 80 tessere sottoscritte quest’anno.


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