Alberto Dortucci

Rischi idrogeologici, rinviato il consiglio a Torre del Greco: gli azzeccagarbugli sprecano altri soldi pubblici

Rischi idrogeologici, rinviato il consiglio a Torre del Greco: gli azzeccagarbugli sprecano altri soldi pubblici

Alberto Dortucci

Torre del Greco. Stavolta, non c’è stato neanche bisogno di entrare in aula per registrare l’ennesimo flop degli «azzeccagarbugli» del consiglio comunale. Perché, a meno di 48 ore dall’inizio della seduta, il presidente dell’assise Felice Gaglione – incassato il parere favorevole dei capigruppo di maggioranza e minoranza – ha deciso di cancellare tout-court il monotematico in programma alle 9 sulla delicata vicenda del rischio dissesto idrogeologico dopo gli incendi sul Vesuvio dell’estate 2017.

Una scelta giustificata attraverso una nota – inviata a poche ore dall’ingresso in aula – in cui si sottolinea «la necessità di invitare referenti istituzionali sovraordinati in grado di agevolare e completare i lavori dell’assise». In pratica, gli esponenti dell’ente parco e della Regione Campania, fino a oggi completamente all’oscuro dell’iniziativa promossa dall’opposizione di palazzo Baronale e rilanciata direttamente dal sindaco Giovanni Palomba. «Dopo gli incendi dell’anno scorso – aveva evidenziato il primo cittadino – si rende indispensabile un confronto con tutti i diretti interessati alla questione in modo da individuare tempestivamente eventuali soluzioni per fronteggiare rischi e pericoli per la cittadinanza». Belle parole, certo. Subito finite nel dimenticatoio, perché nessuno – a partire proprio da Felice Gaglione per finire all’ultimo degli esponenti della minoranza – si è preoccupato di invitare a Torre del Greco i rappresentanti dell’ente parco e della Regione Campania.

Di qui, l’anomalo dietrofront e il primo caso di «revoca» di un consiglio comunale. Una procedura su cui si sono immediatamente allungate ombre di legittimità – a norma di legge, la seduta dovrebbe andare deserta sia in prima convocazione sia in seconda convocazione – e polemiche legate all’ennesimo sperpero di denaro pubblico. Perché, al momento della «revoca» decisa dalla conferenza dei capigruppo, i manifesti per la convocazione del consiglio comunale monotematico – manifesti pagati con i soldi dei contribuenti – erano già stati affissi lungo le strade della città. Non solo: il capo dell’assise Felice Gaglione – alla luce dello stop alla seduta – ha autorizzato il «regolare» svolgimento della commissioni consiliari, con le conseguenti spese per i gettoni di presenza e i rimborsi alle ditte presso cui risultano assunti i politici.

La seduta monotematica sul rischio dissesto idrogeologico è stata rinviata al 15 novembre. Salvo nuovi flop degli azzeccagarbugli del consiglio comunale.