Il «genio dei rifiuti» a Torre del Greco: pagato due volte per un solo piano «porta a porta»

Il «genio dei rifiuti» a Torre del Greco: pagato due volte per un solo piano «porta a porta»

Torre del Greco. «Ne bis in idem» recita un noto brocardo secondo cui non si può essere giudicati due volte per lo stesso reato. Vale per la giustizia, non per la politica. In particolare non a Torre del Greco. Dove il sindaco Giovanni Palomba sembra intenzionato a ripercorrere per filo e per segno l’operato del suo predecessore Gennaro Maliconico, sia sotto il profilo dei risultati – a oggi praticamente ridotti a zero – sia sotto il profilo delle scelte strategiche, in particolare sul fronte della Nu. Prima attraverso la scelta di un poliziotto come assessore – all’epoca toccò a Francesco Balestrieri, oggi al pensionato Pietro De Rosa – e ora attraverso la scelta del tecnico chiamato a preparare un piano industriale per la raccolta dei rifiuti, il professore Antonino Di Palma. Pagato due volte – ovviamente con i soldi pubblici del Comune – in cinque anni per lo stesso progetto. Insomma, niente «ne bis in idem» per il «genio dei rifiuti». A cui spetterà – dietro compenso di 6.464,54 euro, inclusi oneri fiscali, previdenziali e assicurativi – il compito di «adeguamento e aggiornamento del piano e degli elaborati tecnici già redatti e presentati a questo settore il 18 dicembre del 2013 – come si legge in una nota firmata dalla geologa Claudia Sacco, all’epoca assessore alle politiche sociali e oggi funzionaria comunale, inviata al dirigente Ernesto Merlino e al segretario generale Pasquale Incarnato – nonché la stesura di un capitolato e bando di gara con relativa analisi dei costi». Al professionista a tutte le fasce tricolori capaci di trasformare la quarta città della Campania in una potenziale bomba ecologica, inoltre, toccheranno l’eventuale consulenza alla commissione di gara per l’aggiudicazione dell’appalto e la gestione delle procedure per la realizzazione del progetto. Insomma, un ulteriore «scienziato» dopo l’avvocato Enrico Angelone, incaricato di risolvere le grane legali innescate dai contenziosi con il consorzio Gema. Un nuovo aggravio di spese per le casse dell’ente di largo Plebiscito, deciso proprio in concomitanza con la manifestazione pubblica organizzata – attraverso i social network – dai cittadini esasperati dal disastro ambientale registrato all’ombra del Vesuvio e inviperiti per il contestuale aumento della tassa per la raccolta dei rifiuti.