Dal Napoli alla Nazionale il mondo di Lorenzo Insigne è sempre più azzurro

Dal Napoli alla Nazionale il mondo di Lorenzo Insigne è sempre più azzurro

NAPOLI –  ”Vero che non sono stato ancora decisivo come nel mio club ma farò di tutto per riuscirci”. Finora in Nazionale ha segnato appena 4 gol in 29 gare a fronte dei 10 già realizzati in questa stagione. Ora Insigne vuol trasmettere la sua magia anche all’Italia. ”Sia chiaro, con questa maglia ho sempre dato il massimo. Ma vederci una volta al mese non aiuta a trovare l’intesa come nel club. Io comunque lavoro per dare alla Nazionale quello che sto dando al Napoli, con Mancini mi sembra di lavorare come lì, lui e Ancelotti sono allenatori simili in tante cose”. Questa la promessa di Insigne deciso a dare sempre più il suo contributo in termini di gol e qualità nel rilancio di questa Italia ferita giusto un anno fa dalla mancata partecipazione ai Mondiali: quella sera a San Siro l’attaccante partenopeo rimase a sorpresa in panchina. ”Più che per l’esclusione ha fatto male non esserci qualificati. Ho sempre accettato le scelte, Ventura quella sera ha ritenuto che quelli mandati in campo fossero gli uomini giusti, eravamo fiduciosi. Lo sfogo di Pellissier contro Ventura? Non so cosa è accaduto a Verona e non posso commentare, in Nazionale Ventura non ha fatto bene ma altrove sì. Gli auguro di trovare un’altra panchina. Ora però bisogna guardare avanti”. I segnali lanciati contro l’Ucraina e nella gara vinta con la Polonia sono stati incoraggianti tanto che per Verratti l’Italia è guarita: ”E io sono d’accordo – ha detto Insigne – Questo è in gruppo in cui ci sono veterani come Chiellini e Bonucci e giovani che si stanno mettendo in mostra. E giocare in Champions ti migliora perché ti confronti con grandi campioni”. L’avventura in coppa sta entusiasmando il Napoli e i suoi tifosi: ”Daremo del filo da torcere fino all’ultimo e così in campionato, la Juve è una grande squadra, completa ma come ogni anno ci proveremo fino all’ultimo, Napoli ha bisogno di vincere qualcosa”. Obiettivo possibile secondo Insigne anche grazie all’arrivo di Ancelotti con il quale l’attaccante sta disputando ”la mia migliore stagione da quando sono a Napoli. Mai ero partito così bene. Spero di continuare. E sono maturato: non mi arrabbierò più per un cambio. Quando ho sbagliato mi sono sempre scusato in ogni caso con Ancelotti è impossibile arrabbiarsi anche se ti manda in panchina. Mi ha cambiato ruolo e segno di più, credo che l’ho incontrato troppo tardi – ha ammiccato – Lo apprezzo anche perché ha sempre il sorriso, un carattere semplice, è una persona umile: questa è la sua forza che gli ha fatto vincere tutto”. Ciò che Insigne spera di fare a Napoli e in Nazionale: ”Anche Mancini ha allenato grandi campioni, c’è solo da imparare. Con la Polonia si è visto qualcosa in più rispetto agli altri anni, adesso dobbiamo sfruttare meglio le occasioni, ci manca un po’ di cattiveria”. E a chi parla di rivincita dei ‘piccoletti’ ha risposto: ”Nel calcio prima del fisico servono i piedi buoni e qui ce ne sono tanti in grado di rilanciare la Nazionale”.


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