Torre del Greco: roghi e sfregio a villa De Nicola, città ko 

Torre del Greco: roghi e sfregio a villa De Nicola, città ko 

TORRE DEL GRECO – Via Nazionale è la strada più lunga di Torre del Greco. Dalle arterie a ridosso del centro conduce fino al tribunale di Torre Annunziata, nelle cui aule si sta celebrando un processo per una vicenda legata a presunte mazzette pagate in cambio di favori legati all’appalto della Nettezza urbana. Oggi è l’emblema dell’emergenza: 5 chilometri dove in ogni angolo si notano sacchetti non raccolti. Nel quartiere Sant’Antonio la situazione peggiore: in via del Lavoro c’è un eco-punto, un centro per la raccolta differenziata divenuto in questi giorni il simbolo dell’emergenza rifiuti all’ombra del Vesuvio, dove una mano ignota ha dato fuoco alle montagne di sacchetti accatastati. Il risultato questa mattina, dopo l’opera di spegnimento dei vigili del fuoco, era una coltre di immondizia incenerita. A Torre del Greco la raccolta dei rifiuti è un optional da diversi mesi, da quando non si riesce più a garantire una pulizia adeguata. E, di conseguenza, va così in tilt il servizio nella città vesuviana, tra isole ecologiche che spesso diventano discariche a cielo aperto e cassoni di prossimità. A giugno è arrivata la nuova amministrazione: con la differenziata sotto il 30%, il sindaco Giovanni Palomba ha individuato un ex primo dirigente di polizia in pensione, Pietro De Rosa, quale assessore alla Nettezza urbana. Ma nemmeno questo ha dato i suoi frutti: e allora dal Comune hanno deciso di seguire la strada tracciata dal commissario prefettizio: rescindendo il contratto con la ditta incaricata che, in attesa della nuova gara d’appalto, dovrebbe garantire la raccolta in città. La crisi degli Stir, gli stabilimenti di tritovagliatura ed imballaggi di rifiuti, che in Campania non riescono più ad assorbire i quantitativi in arrivo, ha dato il colpo finale. Gli eco-punti, una quindicina su tutto il territorio, sono diventati accumulatori di rifiuti, e anche quelli regolarmente differenziati sono finiti nell’enorme catasta di ”tal quale”. Scene di emergenza che riportano le lancette degli orologi indietro di oltre un decennio. L’emblema della vergogna è l’eco-punto di via Tironi, nella pinetina che fu luogo di riposo e relax del primo Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola. Qui De Nicola avrebbe voluto realizzare un parco giochi per bambini, invece oggi ci sono migliaia di sacchetti maleodoranti. E il fumo maleodorante degli incendi della notte materializza gli incubi di una nuova emergenza rifiuti.


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