Tensione a Sorrento, votata l’incompatibilità dell’ex sindaco Fiorentino: rischia di perdere il posto in aula

Tensione a Sorrento, votata l’incompatibilità dell’ex sindaco Fiorentino: rischia di perdere il posto in aula

Il consiglio comunale di Sorrento contesta l’incompatibilità al consigliere comunale di opposizione Marco Fiorentino che adesso rischia la decadenza. Dopo un acceso confronto in aula, la maggioranza del sindaco Giuseppe Cuomo vota compatta la proposta che si basa principalmente su un contestato parere reso nelle scorse settimane dal Viminale.

Fiorentino, lo scorso luglio, è stato condannato dalla sezione civile del Tribunale di Napoli al rimborso nei confronti del Comune di una cifra pari a 108mila euro. Si tratta della quota parte della provvisionale della tragedia del primo maggio 2007 quando in piazza Sant’Antonino una gru che si trovava nelle vicinanze della basilica patronale crollò di colpo e ferì a morte due donne, Claudia Fattorusso Morelli e Teresa Reale. Perché scatta la possibile incompatibilità di Fiorentino? Dove si basa questo pagamento da effettuare al Comune? Facile. Anni fa, lo stesso Comune liquidò circa 650mila euro alle parti offese del processo sulla tragedia – in cui risultarono imputati Fiorentino, in qualità di sindaco, e gli operai della ditta, i Donnarumma di Pimonte – anticipando i soldi pure per conto dello stesso Fiorentino, nel 2015 riconosciuto colpevole dalla Cassazione per omicidio colposo.

Non avendo rimborsato il Comune, per il Viminale, Fiorentino è incompatibile. Oggi il caso è sbarcato in aula e la maggioranza ha votato la mozione contro il leader di minoranza.

Ora Fiorentino ha dieci giorni di tempo per presentare osservazioni oppure per rimuovere la causa di incompatibilità. Ovvero, sborsare i 108mila euro e salvare dunque la poltrona in consiglio comunale. Ma l’ex sindaco di Sorrento ha già fatto sapere di non essere disposto a pagare tanto da aver fatto ricorso contro la sentenza civile: il consigliere spera di ribaltare il verdetto anche se a stretto giro auspica che prima di pronunciarsi nel merito la Corte di Appello di Napoli possa sospendere l’esecutività della sentenza.

Successivamente, qualora la condizione di incompatibilità dovesse permanere (come appare chiaro), il consiglio comunale dovrà votare ancora una volta invitando il consigliere a risolvere la querelle. Se Fiorentino non dovesse pagare, dopo dieci giorni sarà dichiarato decaduto. «Non c’è incompatibilità perché la sentenza civile non è passata in giudicato – ha detto l’esponente di opposizione – Si tratta di una decisione politica. Se poi questa decisione si rivelerà sbagliata ne discuteremo». Duro Cuomo: «Non accetto minacce – la replica del primo cittadino – Votiamo con tanti dubbi questo provvedimento, lo facciamo in virtù del parere del ministero. Siamo garantisti ma dobbiamo osservare la norma».

Salvatore Dare

 

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