Agricoltura: frode alla Regione Puglia, indagati avvocati. Perquisizioni negli studi legali di Bari, Napoli e Cosenza

Agricoltura: frode alla Regione Puglia, indagati avvocati. Perquisizioni negli studi legali di Bari, Napoli e Cosenza

NAPOLI – Contenziosi spacchettati per moltiplicare i compensi agli avvocati. Così, nell’ultimo decennio, la Regione Puglia sarebbe stata truffata di oltre 20milioni di euro pagando parcelle non dovute ai legali che assistevano gli agricoltori destinatari dei contributi per le zone svantaggiate. Richieste legittime, quelle delle imprese agricole, che ammonterebbero a circa 4 milioni di euro complessivi. I loro avvocati, però, per gestire ricorsi e decreti ingiuntivi avrebbero percepito cinque volte quella somma, riciclando poi i proventi della truffa in investimenti immobiliari. Oggi la Guardia di Finanza, su disposizione della magistratura barese, ha eseguito perquisizioni in quattro studi legali di Bari, Napoli e Cosenza, in una società immobiliare barese e presso le abitazioni dei sette indagati. Secondo il procuratore aggiunto Roberto Rossi e il sostituto Francesco Bretone che coordinano l’indagine, gli avvocati e alcuni loro familiari avevano messo in piedi una vera e propria associazione per delinquere. La regia di tutto sarebbe stata nello studio legale barese dell’avvocato Michele Primavera. Agli indagati si contestano, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata, falso materiale e ideologico, autoriciclaggio. Con l’avvocato Primavera sono indagati il figlio EnricoDomenico e la moglie Anna Maria Deruvo, titolare della societàPolo Immobiliare D’Eccellenza Srl, con sede a Bari nel medesimo indirizzo degli studi legali del marito, Giuriconcilia & ServiceSrl. Indagati anche i colleghi di studio Oronzo Panebianco e Francesca Fiore, e gli avvocati responsabili degli studi di Napoli e Cosenza, Assunta Iorio di Cercola, e Salvatore Lanciano di Cassano allo Ionio. L’artificio ideato dai legali sarebbe consistito nell’avviare tanti diversi contenziosi quante erano le annualità per le quali gli agricoltori avevano diritto ai contributi, in questo modo moltiplicando i compensi. L’inchiesta, che è ancora in corso e che con la documentazione sequestrata oggi dovrà verificare l’ipotesi accusatoria, è partita alcuni mesi fa da una denuncia presentata dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che con l’avvocatura regionale e il dipartimento Finanze dell’ente aveva rilevato le anomalie sospette.


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