Castellammare. Venti chili di datteri in auto: denunciato

Castellammare. Venti chili di datteri in auto: denunciato

Venti chili di datteri nascosti nel bagagliaio dell’auto.Molluschi che rivenduti al dettaglio per il pranzo della domenica avrebbero fruttato circa 2mila euro. Ma il piano di noto predone stabiese è stato mandato all’aria dai militari della guardia costiera di Castellammare di Stabia, agli ordini del comandante Ivan Savarese, che sono riusciti a individuarlo e a sequestrare i datteri. Coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, il nucleo di polizia giudiziaria della capitaneria di porto, muovendosi in sinergia con i militari dei reparti navali della Guardia Costiera, sono riusciti a cogliere in flagranza un noto “datteraro” stabiese che nelle ore notturne ha deturpato e distrutto una porzione di rocce del tratto di costa della penisola sorrentina nel comune di Vico Equense in località Punta Scutolo.Attraverso un capillare controllo del territorio e specifica attività di monitoraggio andata avanti per giorni, i militari intercettavano il noto datteraro che a bordo di una Fiat Punto faceva da spola partendo dal box garage adibito per il confezionamento dei datteri di mare dove tra le strade cittadine ancora deserte provvedeva ad effettuare le varie consegne agli avventori di turno.Nel preciso momento in cui G.V. alla guida della Fiat Punto raggiungeva piazza Spartaco, a Castellammare, veniva fermato dai militari che lo sottoponevano al controllo veicolare.All’ispezione del veicolo saltava fuori una borsa con circa 20 chili di datteri di mare che avrebbe dovuto distribuire per la vendita al dettaglio ai vari clienti che solitamente si recano in zona per l’illecito acquisto del prezioso mollusco bivalve.G.V. veniva così per l’ennesima volta, deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e per gli adempimenti di rito nell’immediatezza è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria ed accompagnato presso il Comando della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, dove gli sono stati contestati una serie di reati tra cui spiccano la ricettazione e il danneggiamento ambientale.


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