Castellammare. La Cassazione: “De Iulio chiese aiuto al clan Loreto”

Castellammare. La Cassazione: “De Iulio chiese aiuto al clan Loreto”

«De Iulio ha chiesto l’aiuto del clan». La Cassazione ha depositato le motivazioni della sentenza dello scorso ottobre, che ha visto infliggere una condanna definitiva a tre anni all’ex consigliere comunale di Castellammare di Stabia. Nonostante la richiesta del procuratore generale di annullare la sentenza e rinviare gli atti alla Corte d’Appello, i giudici decisero di respingere il ricorso presentato dalla difesa di De Iulio. L’ex consigliere, oggi detenuto, secondo l’accusa impose un’estorsione da 6mila 800 euro a una persona di Scafati. De Iulio, fin dalle prime battute del processo, si è sempre professato innocente, chiarendo che quei soldi corrispondevano ad un credito avanzato nei confronti di quella persona. Il ricorso in Cassazione si fondava su quattro punti e in particolare: sul rapporto di conoscenza tra il pentito Alfonso Loreto – che accusò De Iulio – e la vittima dell’estorsione emersa dagli atti; l’attendibilità del collaboratore di giustizia; l’erronea applicazione della legge, in quanto il reato secondo la difesa doveva essere derubricato da estorsione a esercizio arbitrario delle proprie ragioni.Come detto, anche la procura generale chiese l’annullamento della sentenza di secondo grado e il rinvio degli atti alla Corte d’Appello. Ma le motivazioni rese note pochi giorni fa dalla Cassazione, chiariscono che la decisione dei giudici di confermare la condanna a tre anni per Massimiliano De Iulio è dovuta in particolare al fatto che fu proprio l’ex consigliere comunale a contattare Alfonso Loreto, consapevole del suo ruolo all’interno del clan di Scafati, per imporre alla vittima di dargli i soldi. Insomma – spiega la Cassazione – seppur quella somma fosse oggetto di un effettivo credito che De Iulio doveva riscuotere, il fatto di aver chiesto l’intercessione di un esponente della criminalità organizzata per ottenerli, dopo le prime resistenze della vittima, giustifica la condanna per estorsione. Per la quale ora l’ex consigliere comunale deve scontare tre anni di reclusione


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