Gragnano. Si scava nella vita di Chierchia dopo il raid a Torre Annunziata

Gragnano. Si scava nella vita di Chierchia dopo il raid a Torre Annunziata

Quindici colpi. Un caricatore intero. Perché chi ha sparato sabato pomeriggio contro la veranda di A.E. , il pregiudicato del rione Poverelli, non voleva solo mandare un messaggio ma colpire. E con molta probabilità voleva anche uccidere. Ma il raid di fuoco non è stato portato a termine e il bilancio è di un solo ferito, Carmine Chierchia, di Gragnano. L’uomo, altrettanto noto per precedenti di droga, è stato dimesso dall’ospedale sabato sera. Era stato trasportato nel nosocomio di Boscotrecase per una ferita alla gamba sinistra. Una semplice medicazione perché uno dei proiettili esplosi aveva solo attraversato il polpaccio senza danneggiare muscoli delicati. Ma dopo 48 ore dall’episodio il rione è stato rivoltato e non si tralascia nessun dettaglio e la ricostruzione, agli occhi degli inquirenti appare anche più chiara. E’ un’inchiesta delicata ma che ha un punto di partenza chiaro e senza ombra di dubbio inequivocabile: lo spaccio di droga.

Giovanna Salvati


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