Alberto Dortucci

Voto di scambio e feste di Natale a Torre del Greco: 40.000 euro alla Onlus sotto inchiesta

Voto di scambio e feste di Natale a Torre del Greco: 40.000 euro alla Onlus sotto inchiesta

Alberto Dortucci

Torre del Greco. Rischia di provocare l’ennesimo terremoto a palazzo Baronale la graduatoria per il progetto «Fantasie di Natale» voluto dal Comune di Torre del Greco per sostenere eventi e manifestazioni in occasione delle feste. Perché al termine delle selezioni promosse dalla dirigente Luisa Sorrentino – responsabile del settore servizi al cittadino – a portare a casa il contributo record per l’organizzazione di spettacoli e appuntamenti in strada è stato il Centro Onlus, finito sotto i riflettori della procura di Torre Annunziata nell’ambito di un filone dell’inchiesta sullo scandalo del voto di scambio all’ombra del Vesuvio coordinata dal pubblico ministero Pierpaolo Filippelli.

La spartizione dei fondi

A inizio novembre l’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba aveva impegnato la somma di 80.000 euro come «contributo per le manifestazioni natalizie». Una somma assegnata – al termine della relativa manifestazione d’interesse – a tre associazioni culturali del territorio: 4.665 euro sono andati agli Amici del Presepe, 35.039 euro alla Pro Loco e 40.295 euro al Centro Onlus. Ovvero l’associazione guidata da Domenico Pesce – l’imprenditore noto semplicemente come Mimmo – sponsor politico di Giovanni Palomba durante i quindici giorni del ballottaggio con Luigi Mele, ex assessore di Ciro Borriello. Non a caso, proprio Domenico Pesce era alla console allestita all’interno del comitato elettorale del mobiliere di via monsignor Felice Romano durante la notte della «conquista» di palazzo Baronale. Una curiosa coincidenza, accompagnata da un increscioso retroscena destinato a scatenare – casomai dovesse suonare la sveglia tra i banchi dell’assonnata opposizione del Comune – un vero e proprio polverone.

L’inchiesta sul voto di scambio

L’affidamento al Centro Onlus è arrivato, infatti, esattamente a due mesi dalle perquisizioni effettuate dagli investigatori all’interno della sede di via Guglielmo Marconi e non solo. Secondo la ricostruzione al vaglio del titolare del fascicolo sullo scandalo del voto di scambio all’ombra del Vesuvio – ricostruzione evidentemente figlia delle confessioni di qualche gola profonda – le operazioni di «controllo» delle elezioni non sarebbero legate solo ai cinquanta posti da netturbino part-time assegnati attraverso il progetto regionale Garanzia Giovani e costati l’iscrizione nel registro degli indagati all’attuale consigliere comunale Stefano Abilitato e al commercialista Simone Onofrio Magliacano, ma sarebbero cominciate già prima della presentazione delle liste. Quando il Centro Onlus guidato da Domenico Pesce avrebbe presentato – al momento il condizionale è d’obbligo, in attesa degli esiti delle indagini – una richiesta di «pacchi spesa» superiore rispetto agli anni passati. Poi – in campagna elettorale – sarebbe cominciata la distribuzione di pasta e beni di prima necessità, accompagnati dai «santini» di un candidato al consiglio comunale con la coalizione guidata da Giovanni Palomba. «Votate per lui e arriveranno nuovi pacchi», la promessa dei volontari. Ora la pioggia di contributi riconosciuti dal Comune al Centro Onlus finito sott’inchiesta, a coprire parzialmente le spese per un cartellone di eventi neanche presentato ufficialmente alla città e partito – ennesima casualità – proprio dal quartiere del sindaco Giovanni Palomba.