Pocophone F1, quando nomen non omen

Pocophone F1, quando nomen non omen

Uno smartphone nato dal lavoro di un ristretto team, la cui filosofia è starting small but dreaming big

Dopo aver provato per qualche settimana l’F1 di POCOPHONE possiamo affermare, senza tema di smentita, che non si tratta di un nomen omen e che quel «POCO» del marchio andrebbe sostituito con un «TANTO». Sono davvero notevoli, infatti, le caratteristiche tecniche e le prestazioni del primo smartphone del sottobrand di Xiaomi, nato dal lavoro di un ristretto team, la cui filosofia è starting small but dreaming big (partire in piccolo ma sognare in grande).

Nella confezione di colore nero con fondo e scritte in giallo, oltre il telefono, sono presenti un manualetto di istruzioni con garanzia, un cavo USB/USB Type-C, il caricabatteria Quick Charge 3.0 da 18 W (0 al 100% in 95 minuti con il 44% dopo mezz’ora), l’eiettore del carrello SIM ed una cover in silicone morbido trasparente.

Pocophone F1, quando nomen non omenLa sua scocca monoblocco, priva di spigoli e curva su tutti e quattro i lati, è nella parte posteriore in robusto policarbonato con effetto metallo spazzolato (disponibile in tre colorazioni: nero grafite, blu acciaio e rosso). È caratterizzato da un design non particolarmente originale con dimensioni (155.5×75.2×8.8mm) e peso (182 g) in linea con quelli della maggioranza dei prodotti attualmente in circolazione. Ha una buona ergonomia ed è comodo da tenere in mano, purtroppo non è water resistant.

La faccia anteriore, con un rapporto screen to body del 86.68, è occupata quasi del tutto dallo schermo formato 18.7:9 eccezion fatta, in basso, per una striscia nera con al centro un piccolo led bianco di notifica, e, in alto, per il notch dove sono integrati capsula auricolare, fotocamera anteriore, sensori di prossimità e di luminosità, ottica e illuminatore a infrarossi per il riconoscimento facciale, incredibilmente veloce e affidabile in tutte le condizioni di luce, anche al buio. Non essendoci pulsanti fisici o capacitivi, i tre tasti funzione Android (Applicazioni recenti, Home, Indietro) sono virtuali, posti in una barra di navigazione, che si può far scomparire, utilizzando in alternativa intuitive gesture.

Pocophone F1, quando nomen non omen

 

Lungo il bordo laterale sono presenti: a destra, il tasto di accensione/blocco e il bilanciere del volume; a sinistra, il cassettino estraibile per due nanoSIM; in basso, il microfono principale, la porta USB Type-C e uno dei due altoparlanti (la capsula diventa, all’occorrenza, secondo altoparlante per la stereofonia); in alto, microfono secondario (con tecnologia di soppressione del rumore) e uscita jack da 3.5 mm.

Pocophone F1, quando nomen non omen

Sul retro, in basso, il logo POCOPHONE; più sopra, al centro, leggermente incassato, in una posizione comoda da raggiungere, un lettore circolare di impronte digitali, rapido e preciso, e, a seguire, disposti a semaforo, gli obiettivi circolari della dual cam con il flash led a destra.

Pocophone F1, quando nomen non omen

Non è un elemento di eccellenza il display, un IPS da 6.18” risoluzione FHD+ (2246 x 1080) e densità 403 ppi, protetto da un vetro Gorilla di terza generazione. Non può certo competere con un Amoled ma offre neri e colori convincenti, discreti la luminosità (500 nit) e il rapporto di contrasto (1500: 1). Nelle impostazioni è possibile agire su alcuni parametri del colore (caldo, normale, freddo) e del contrasto (automatico, elevato, normale), e attivare la modalità lettura che riduce l’emissione di luce blu dannosa per gli occhi. Attivando, invece, la funzione Display ambient si visualizzano orario, data e notifiche, a schermo spento.

Pocophone F1, quando nomen non omen

La dotazione hardware è da top di gamma con processore Qualcomm Snapdragon 845, un Octa-core (4×2.8 GHz Kryo 385 Gold + 4×1.8 GHz Kryo 385 Silver), affiancato da una GPU Adreno 630, 6 GB di RAM LPDDR4X e 64 o 128 GB di memoria interna UFS 2.1, espandibile tramite microSD, rinunciando a una SIM telefonica. Come verificato durante la nostra prova, il dispositivo è estremamente reattivo, veloce e fluido in qualsiasi operazione. Grazie alla funzione di ottimizzazione del sistema, “turbocharged engine”, offre un avvio delle app più rapido, prestazioni di gioco migliori e un’esperienza di swipe più veloce grazie ai miglioramenti dei tempi di risposta dello schermo e nel frame rate dell’animazione. Anche con numerose attività in multitasking o con pesanti giochi 3D, grazie al sistema di raffreddamento LiquidCool Technology, la dissipazione del calore è eccellente e non si hanno mai aumenti di temperatura anomali.

Un altro punto di forza di questo telefono è la batteria agli ioni di litio-polimero da 4000 mAh, che anche facendo un utilizzo intenso del dispositivo, consente di arrivare a fine giornata senza alcuna difficoltà, riuscendo a non ricaricare per quasi due giorni con un uso più “parsimonioso”.

Buone la ricezione e la qualità delle chiamate telefoniche del device, che è un dual SIM dual standby. Nelle impostazioni è possibile scegliere la SIM predefinita per dati, chiamate e messaggi. La connettività LTE consente di navigare in 4G fino a 1024 Mbps in download, inoltre sono presenti il Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac a doppia banda e il Bluetooth 5.0.

Una delle due fotocamere posteriore è da 12 megapixel con sensore Sony IMX363 ed apertura focale f/1.9, che, grazie a pixel grandi da 1,4 μm, cattura immagini 5 volte più chiare in condizioni di scarsa illuminazione mentre la secondaria è da 5 megapixel con sensore Sony e apertura focale f/2.0, utilizzata per verificare la profondità degli elementi e ottenere un convincente effetto sfocatura sfondo nella modalità ritratto. Disponibili autofocus dual pixel non sempre preciso, HDR e numerose modalità di scatto (panorama, raffica, manuale). Gli scatti che si ottengono sono ricchi di dettagli e con una gamma dinamica elevata (in alcune situazioni i verdi e i rossi sono troppo saturi). In condizioni di scarsa illuminazione, le foto presentano, talvolta, rumore e perdita di dettaglio.

Pocophone F1, quando nomen non omen

Discreti i selfie ottenibili con la fotocamera frontale che ha un sensore da 20 megapixel e utilizza la tecnologia pixel binning per combinare le informazioni provenienti da quattro pixel in un unico grande pixel da 1,8 μm. Disponibili funzioni fotografiche avanzate basate sull’AI (intelligenza artificiale). La fotocamera è in grado di sfocare gli sfondi nei selfie scattati con la fotocamera frontale e di rilevare 25 categorie di oggetti e distinguere 206 scene comuni, regolando automaticamente esposizione, saturazione e altri parametri per ottimizzare lo scatto. I video possono essere girati fino alla risoluzione 4K a 30 fps, con stabilizzazione elettronica.

Su F1 è installato la Android 9 Pie con una versione per Poco della MIUI Global 10.1 Stabile, l’interfaccia utente proprietaria, ordinata e facile da navigare anche grazie all’aggiunta del cassetto delle app, classificate automaticamente in categorie (Comunicazione, Intrattenimento, Giochi, Strumenti e altro). Per personalizzare l’aspetto, oltre numerosi temi, si possono installare pacchetti di icone di terze parti.

Dando un occhio al listino, la versione di Pocophone F1 con 6 GB di RAM e 64 GB costa 329 euro, 70 euro in più quella con 128 GB di memoria interna. Da poco ha fatto il suo debutto, a 420 euro, la versione Armoured Edition con scocca posteriore realizzata in Kevlar da DuPont e 6 GB di RAM e 128 GB di memoria interna. Oltre che presso i Mi Store autorizzati, e la grande distribuzione (Unieuro, Mediaworld, Trony, Expert e Euronics), in molti negozi on line, è possibile trovarlo a prezzi ancora più vantaggiosi, tali da renderlo un best buy.

Gennaro Annunziata


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