Alberto Dortucci

Torre del Greco, crociata contro gli assessori-pensionati: «Nomine illegittime, fuori dalla giunta»

Torre del Greco, crociata contro gli assessori-pensionati: «Nomine illegittime, fuori dalla giunta»

Alberto Dortucci

Torre del Greco. Non bastassero le grane relative all’imminente rimpasto, una nuova tegola si abbatte sulla giunta guidata dal sindaco Giovanni Palomba. A sei mesi dalle nomine decise dal leader della carovana del buongoverno, l’ex assessore Luigi Mele – oggi esponente dell’opposizione a palazzo Baronale, dopo la sconfitta al ballottaggio del 24 giugno – accende i riflettori sulla coppia di «pensionati d’oro» chiamati alla corte dello storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio, evidentemente appassionato di «vintage».

Attraverso un’apposita interpellanza presentata all’attenzione del prossimo consiglio comunale, l’ex pupillo di Ciro Borriello – in base a un decreto legge e a una circolare ministeriale – sottolinea come il delegato all’ambiente Pietro De Rosa e il delegato ai lavori pubblici Vincenzo Sannino «in qualità di pensionati non potrebbero ricoprire la carica di assessore e non potrebbero percepire remunerazioni di sorta per fare parte della squadra di governo cittadino».

In pratica, secondo il rappresentante dell’opposizione, Pietro De Rosa e Vincenzo Sannino – diventati, peraltro, il simbolo dei fallimenti registrati fino a oggi dall’esecutivo cittadino – incasserebbero illegittimamente lo «stipendio» da assessore. «Il decreto-legge – prosegue Luigi Mele – ha introdotto il divieto di attribuire incarichi di studio e di consulenza nonché incarichi dirigenziali o direttivi o cariche di organi di governo a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in pensione, se non a solo titolo gratuito».

Evidentemente, un «dettaglio» per l’amministrazione comunale dei refusi e degli abbagli. Pronta a cercare con il lanternino i «neofiti d’esperienza» da piazzare sulle poltrone di palazzo Baronale: «Sono curioso di sapere come vengono spesi i soldi dei contribuenti- conclude l’ex candidato sindaco del centrodestra – e, conseguente, se i due assessori-pensionati percepiscono qualche forma di indennità per la loro carica e se la loro nomina è legittima, alla luce dell’esplicito divieto del ministero per la semplificazione della pubblica amministrazione». Nuova benzina sul fuoco delle polemiche legate alle trattative per l’imminente rimpasto – Pietro De Rosa aspetta solo il «benservito» del sindaco, mentre Vincenzo Sannino potrebbe essere «salvato» dal taglio – destinato a tenere banco durante le prossime settimane.