De Laurentiis: Hamsik? Dissi no a varie richieste, ora c’è il benestare di Ancelotti

De Laurentiis: Hamsik? Dissi no a varie richieste, ora c’è il benestare di Ancelotti

NAPOLI –  Hamsik si appresta a lasciare il Napoli dopo oltre 11 anni di convivenza. Nei prossimi giorni sarà definito e ufficializzato il contratto con i cinesi del Dalian. Aurelio De Laurentiis non lo nega e ammette: “Io gli ho detto che questa è casa sua, pure se vorrà tornare saremo felici di riaccoglierlo. E’ una bella storia la sua, ha sempre fatto il suo dovere, è impeccabile”. Ma il presidente è un fiume in piena e parla anche del campionato: “E’ facile criticare, ma vincere gli scudetti è difficilissimo perché gli altri non stanno a pettinare le bambole. Si organizzano, sono potenzialmente fortissimi sul profilo economico e fanno numeri allo stadio superiori al Napoli”.    Inevitabilmente alla presentazione dell’accordo che porterà per altri tre anni il Napoli a Dimaro, in Val di Sole, per la preparazione estiva, non si può non parlare dell’addio del capitano. “Hamsik – spiega il presidente – ha chiesto di partire in un momento in cui a centrocampo siamo più che consolidati, non ci darebbe un problema, per questo Ancelotti ha dato il suo benestare. Comunque pagare moneta, vedere cammello”. Poi racconta: “Quando a Londra Raiola mi parlò di Hamsik perché lo volevano al Milan dissi di no e poi mi chiamò Moratti per chiedermelo, ma gli risposi che non si sarebbe mosso. Allegri lo stimava già dal Milan e quando è passato alla Juve lo stesso Hamsik mi disse della sua richiesta. Gli risposi che non si muoveva, è la bandiera del Napoli. Mi chiese di andare via anche in estate, mi disse della Cina ma la mia richiesta fu alta. Dopo il cambio di allenatore non volevo sottrarre un pezzo prima di sperimentare Fabian Ruiz e le nuove soluzioni. Ero contento della permanenza, ma abbiamo visto che Ancelotti sperimenta tutti e vuole vedere tutti”. De Laurentiis, poi, coglie l’occasione per raccontare della sua delusione riguardo al comportamento dei tifosi. “Il prossimo campionato – dice – sarà molto vivace, la Juventus forse si acquieterà, l’Inter si sta preparando. Fermo restando che non è detta ancora l’ultima parola. Nei prossimi 2-3 mesi potrebbero accadere cose interessanti. L’ambizione dei tifosi è solo vincere lo scudetto, non avere una squadra competitiva ad alti livelli. Con la Sampdoria c’erano solo 18 mila spettatori. Così si è tifosi del Napoli? Milan e Inter fanno 5 milioni con una partita, noi con tre”. “Io – osserva ancora il patrone del Napoli – ho sempre vinto nella mia vita e per me non è facile arrivare secondo. Mi dispiace che il tifoso non si renda conto che vincere lo scudetto è fondamentale, ma per una squadra che dal 1926 ne ha vinti solo due non possono rimproverarci di non vincere lo scudetto, in fondo guardiamo avanti e siamo sempre in Europa da 9 anni consecutivi. Io ho sempre investito. Noi non viviamo comprando giocatori e rivendendoli come fanno altri. Cerchiamo di dare il massimo e di tenerci i giocatori forti perché ci piace vincere. Ci siamo inventati un allenatore come Sarri, che oggi è al Chelsea. Abbiamo portato a Napoli Benitez, Ancelotti. Sono nomi importanti. Ci comportiamo come Real Madrid e Barcellona. Purtroppo lo sport è così, si vince e non si vince. Poi diciamo che l’Italia è un paese in cui la liceità è cosa rara. Ma non voglio seminare sospetto”. Il presidente è un fiume in piena e lascia poco spazio anche Carlo Ancelotti il quale ha però il tempo di dire: “E’ ancora tutto in ballo, tranne la Coppa Italia e l’ho detto anche ai giocatori. Ci dispiace essere usciti ma abbiamo reagito subito. La squadra sta bene, faremo bene in questi 120 giorni”.


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