Alberto Dortucci

Torre del Greco, politici-ispettori all’asilo nido comunale: «Il blitz è illegittimo»

Torre del Greco, politici-ispettori all’asilo nido comunale: «Il blitz è illegittimo»

Alberto Dortucci

Torre del Greco. I politici di palazzo Baronale si travestono da «ispettori» per accertare le condizioni dell’asilo nido comunale e si scatena un nuovo «incidente diplomatico» all’ombra del Vesuvio. Rischia di sfociare in una nuova bufera giudiziaria il sopralluogo «a sorpresa» effettuato da una decina di esponenti di maggioranza e opposizione all’interno dei locali dell’istituto comprensivo Giovanni Battista Angioletti, affidati in gestione – a dicembre del 2018 – al consorzio Confini di Napoli: una serie di controlli capaci di scatenare un fitto carteggio tra i responsabili della cooperativa sociale e i dirigenti comunali, il cui primo effetto sono state le dimissioni di Salvatore Gargiulo da presidente della seconda commissione consiliare.

Il blitz all’asilo nido

Il sopralluogo «a sorpresa» è scattato a metà settimana. Alle 12.30 in punto, incuranti della presenza dei bambini, i politici-ispettori – guidati da Carmela Pomposo e Salvatore Gargiulo, entrambi rappresentanti della lista civica La Svolta, rispettivamente alla presidenza della terza e della seconda commissione consiliare – si sono presentanti all’asilo nido realizzato all’interno dell’istituto comprensivo di via Giovanni XXIII per conoscere ogni dettaglio dei servizi offerti dal consorzio Confini. Una visita non annunciata e non autorizzata, capace di provocare qualche dubbio sulla legittimità dell’azione dei consiglieri comunali. Pronti, in ogni caso, a ispezionati i locali – particolare attenzione sarebbe stata prestata al funzionamento delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza e alle «prassi» igienico-sanitarie adottate a tutela dei bambini – e a «interrogare» la coordinatrice del servizio in merito alle attività ludiche e ai turni di lavoro. Non solo, i politici-ispettori avrebbero chiesto e ottenuto una serie di «delucidazioni» relative alla compilazione delle schede personali dei piccoli. Gli esiti del sopralluogo sono stati regolarmente messi a verbale delle due commissioni consiliari, ma l’ispezione è finita ugualmente al centro di proteste e polemiche, non solo a palazzo Baronale.

La nota della coop

Il tempo di «salutare» i consiglieri comunali e i vertici del consorzio Confini hanno puntualmente relazionato la responsabile dell’ambito territoriale Claudia Sacco, l’ex assessore – ai tempi del sindaco Gennaro Malinconico – uscita vincitrice da un concorso part-time per coordinatori tecnici e diventata, in pochi anni, il braccio destro del dirigente d’oro Ernesto Merlino. All’interno della comunicazione ufficiale, veniva sintetizzato l’obiettivo della visita e rappresentato come il sopralluogo fosse stato effettuato senza l’esibizione di alcuna autorizzazione scritta. Una circostanza, d’altronde, già evidenziata dal capo dell’assise Felice Gaglione al rientro dei «colleghi» a palazzo Baronale. Sulla scorta degli «inconvenienti» registrati a cause dei sopralluoghi del 31 dicembre all’interno delle piazzette cittadine, infatti, l’ex delfino di Donato Capone aveva invitato tutti i presidenti delle commissioni consiliari a comunicare preventivamente l’intenzione di organizzare riunioni «esterne» al Municipio.

L’incubo abuso d’ufficio

Il richiamo formale ha portato, in meno di 24 ore, alle dimissioni di Salvatore Gargiulo da presidente della seconda commissione consiliare. Ma non solo. Alla luce della nota arrivata dai vertici del consorzio Confini, la responsabile dell’ambito territoriale ha scritto al segretario generale Pasquale Incarnato e al sindaco Giovanni Palomba – nonché al presidente del consiglio comunale Felice Gaglione – per ricostruire la vicenda, sottolineando come le commissioni consiliari si configurino per definizione come organi di controllo interno al municipio. Di qui, secondo l’interpretazione di Claudia Sacco, non risulterebbe legittima – come sostenuto dai vertici del consorzio Confini, a cui è stata affidata la gestione dell’asilo nido – la pretesa di effettuare senza preavviso o autorizzazioni sopralluoghi presso strutture esterne gestiti da privati. Una «anomalia» ai limiti dell’abuso d’ufficio, destinata a provocare nuove fibrillazioni politiche e non solo a palazzo Baronale. La missiva inviata dalla responsabile dell’ambito territoriale al segretario generale, infatti, si conclude con un sibillino riferimento agli «atti consequenziali»  destinati a essere adottati dal funzionario arrivato a palazzo Baronale insieme all’ex commissario straordinario Giacomo Barbato e lasciato al proprio posto dall’attuale primo cittadino proprio per la costante «attenzione» al rispetto di procedure e regolamenti. ©riproduzione riservata