Mattarella sprona Napoli: «Uniti batteremo la camorra»

Mattarella sprona Napoli: «Uniti batteremo la camorra»

NAPOLI – Lo cercano, lo salutano e lo abbracciano. Per i napoletani Sergio Mattarella è il simbolo di quello Stato che, in diversi quartieri, al di là della retorica del governo cittadino arancione, non c’è e non esiste. Mattarella è il buon padre di famiglia al quale tutti si avvicinano. E lui dispensa sorrisi, parla con garbo e gentilezza. L’aveva promesso che sarebbe venuto a Napoli dopo i gravi fatti di cronaca dei giorni scorsi. Il Capo dello Stato quei fatti li ricorda e non li rimuove. “Non si possono fare graduatorie di gravità degli omicidi, ma quando avviene in presenza di un bambino l’atrocità è ancora maggiore”. Mattarella torna a Napoli in un momento difficile per la città, scossa da un omicidio di camorra avvenuto a pochi metri da un asilo e sotto gli occhi di un bimbo di 4 anni, nipotino della vittima. Le mamme di quel quartiere, San Giovanni a Teduccio, gli hanno chiesto un segno di vicinanza, e Sergio Mattarella ribadisce la vicinanza delle istituzioni recandosi in un luogo simbolo dei problemi e della voglia di riscatto del capoluogo campano: il rione Sanità, storico quartiere scosso dalla violenza dei clan ma anche protagonista di innovative esperienze sociali e culturali. Mattarella ha incontrato alcune delle mamme del quartiere, il parroco di San Giovanni, padre Modesto, e Anna Riccardi, presidente della Fondazione Famiglia di Maria con sede tra Barra e San Giovanni che ogni giorno offre una serie di servizi e di attività di laboratorio per circa 150 ragazzi del rione e che dell’iniziativa della lettera è stata promotrice. “L’ennesimo delitto – si spiegava nella lettera-appello – ci ha fatto sentire abbandonati da chi avrebbe dovuto garantire nel nostro Rione sicurezza e legalità, ci siamo sentiti abbandonati dallo Stato. Tante sono le emozioni, dolore, rabbia, paura, ma anche speranza e fiducia in lei che non crediamo ci abbandonerà’”. Il presidente della Repubblica inizia la sua visita dal museo di Capodimonte, ammirando i capolavori di Caravaggio in mostra da due giorni. Accompagnato dal presidente della Camera Roberto Fico, Mattarella si immerge poi nella realtà ricca e complessa del rione Sanità, dove arriva lasciando l’auto e percorrendo a piedi un tratto di strada. Ma il filo conduttore dell’intera giornata è l’impegno anti-clan. Il momento più carico di commozione è l’omaggio alla statua che ricorda Genny Cesarano, il 17enne ucciso per errore nel 2015 durante una sparatoria di camorra. Il padre, Antonio Cesarano, ringrazia Mattarella: “La sua presenza qui è un segnale importante, un riconoscimento per tutto il lavoro che è stato fatto nel quartiere”. Lavoro che si concretizza nei progetti del terzo settore, nelle iniziative delle scuole e delle parrocchie. Realtà che Mattarella incontra nella basilica del rione Sanità: qui lavorano istruttori delle Fiamme Oro in una palestra aperta gratuitamente ai giovani, qui il capo dello Stato viene salutato con l’inno di Mameli eseguito dall’orchestra Sanitansemble, nata proprio per riunire giovani intorno alla musica offrendo loro un percorso di crescita. E poi la cooperativa La Paranza, impegnata nella valorizzazione dei beni culturali, i volontari, i catechisti, i docenti in trincea. “Ciò che voi state dimostrando è la capacità di esprimere le energie di solidarietà, di impegno comune, di senso dell’interesse comune. Questo è importante, non soltanto per Napoli, non soltanto per il nostro Meridione, ma per tutto il nostro Paese”, dice il presidente della Repubblica. “Non mi stanco mai di sottolineare come l’Italia abbia bisogno di ritrovare, in maniera più intensa, il senso di comunità, di sentirsi legata da un destino comune tra i suoi cittadini. Quello che voi state suscitando nei cittadini di questo Rione – il senso dell’interesse comune, del sostegno vicendevole, della solidarietà – è un’indicazione preziosa qui ma è importante per tutto il nostro Paese” le parole


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