Salvini, nel weekend la Lega raccoglie le firme per la castrazione chimica

Salvini, nel weekend la Lega raccoglie le firme per la castrazione chimica

Lo aveva già detto ieri, dopo che la polizia ha arrestato un consigliere di Casapound della provincia di Viterbo che ha stuprato una donna insieme a un altro militante di Cpi. E oggi lo ha ripetuto e ha rilanciato, dopo l’ennesima violenza sessuale che un uomo ha inflitto alla sua ex filmando e inviando agli amici il video dello stupro. Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato che “sabato e domenica in tutte le piazze d’Italia la Lega raccoglierà firme a sostegno della sua Proposta di Legge per introdurre la castrazione chimica (oltre al carcere) per curare pedofili e stupratori”,perché “il carcere non basta”. Una proposta rilanciata già ieri da Casapound e dalla leader di Fdi Giorgia Meloni, ma che non trova i pareri favorevoli di Pd e Forza Italia, soprattutto dell’alleato di governo, il M5s. “Io non ci sto a prendere in giro i cittadini e le donne che hanno paura della violenza col tema della castrazione chimica: per come è scritta si applicherebbe solo a casi meno gravi e sarebbe volontaria – ha tuonato ieri il vicepremier Luigi Di Maio – Io e il M5s andremo avanti a raccontare la verità: non si possono fare facili slogan come fa Casapound che poi si trova propri consiglieri coinvolti in un caso di violenza di gruppo”. A dare man forte al ‘capitano’ il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana: “Pensiamo che debbano essere messe in campo tutte le misure utili affinché chi si è macchiato di crimini così orrendi non possa più nuocere”. Il senatore leghista Roberto Calderoli rivendica di aver presentato la proposta in tutte le ultime cinque legislature, senza mai riuscire a farla votare dal Parlamento: “Una misura punitiva – spiega – ma anche un deterrente per impedire recidive e mandare un chiaro messaggio a tutti i criminali consapevoli che tanto per uno stupro al massimo si viene condannati a quattro anni che poi tra sconti e misure alternative diventano due”. Sulla stessa linea il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, secondo firmatario della proposta di legge. Del tutto contraria la senatrice Pd Valeria Valente, presidente della Commissione Femminicidio, secondo la quale la castrazione chimica “non potrebbe che essere volontaria” ma soprattutto “non è lo strumento per reprimere e prevenire la violenza di genere e il leader del Carroccio lo sa benissimo”.”La raccolta delle firme – aggiunge – non è che un’altra tappa della sua campagna elettorale. Oltre che con le pene certe, la violenza contro le donne si combatte facendo sentire le vittime più sicure anche nella denuncia, potenziando i centri antiviolenza, combattendo la mentalità maschilista, contribuendoa creare nel Paese un clima favorevole alla parità tra i generi, meno ostile e violento. La violenza contro le donne non sicombatte con altra violenza”. Anche da Forza Italia arrivano critiche alla proposta di legge, per bocca di Donatella Conzatti, vicepresidente della Commissione sul Femminicidio: “La soluzione c’è ed è un’altra: la rieducazione obbligatoria per legge degli uomini maltrattanti”.


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